Nome del prodotto, prezzo, provenienza…: queste altre le informazioni mancanti sui prodotti messi in vendita presso alcune bancarelle in un’area pubblica specializzata nella vendita di prodotti ortofrutticoli, situata nel sestiere di Cannaregio e gestita da cittadini bengalesi.
Per queste ragioni gli agenti del Nucleo Attività Produttive del centro storico della Polizia locale di Venezia hanno emesso delle sanzioni.
Durante il sopralluogo avvenuto giovedì 8 gennaio, gli agenti hanno riscontrato diverse irregolarità di carattere amministrativo. In particolare, numerosi prodotti ortofrutticoli esposti risultavano privi delle informazioni obbligatorie previste dalla normativa vigente, come la denominazione del prodotto, l’indicazione della provenienza, il prezzo di vendita e il calibro o la categoria commerciale. L’assenza di tali indicazioni non consente al consumatore di compiere scelte consapevoli e costituisce una violazione delle disposizioni sulla corretta etichettatura degli alimenti. Per questi prodotti è stata quindi disposta l’immediata interdizione alla vendita fino alla completa regolarizzazione delle informazioni richieste, oltre all’emissione di una diffida agroalimentare che, in caso di mancato adeguamento, comporterà una sanzione amministrativa pari a 2.600 euro.
Ulteriori criticità sono emerse anche in relazione ad alcuni prodotti alimentari preconfezionati presenti nel punto vendita. Le confezioni risultavano infatti prive di elementi fondamentali quali la data di scadenza, la provenienza, la denominazione dell’alimento e l’indicazione del produttore. Per tali violazioni il personale del Nucleo ha disposto il sequestro amministrativo di circa 15 chilogrammi di prodotti, ritenuti non idonei alla vendita né al consumo, elevando contestualmente una sanzione amministrativa di circa 700 euro.
Nel corso dell’attività di controllo è stato inoltre accertato che il titolare del posteggio occupava una porzione di suolo pubblico superiore a quella autorizzata. Per questa ulteriore irregolarità verrà emessa una sanzione amministrativa di circa 200 euro.
