A Sant’Elena lo storico spazio appartenuto alla bocciofila si trasforma in una caffetteria per realizzare il sogno di Martha Mostert e Umberto Casaccia.
Lei tedesca e lui triestino, si sono conosciuti a Venezia nel settore della ristorazione e sono diventati una coppia sia nella vita lavorativa sia in quella privata: «Da anni avevamo il sogno di aprire insieme un locale in questa zona piena di verde – racconta Casaccia – e dopo una lunga ricerca abbiamo trovato questo spazio a Sant’Elena che faceva proprio al caso nostro. Ci siamo impegnati anche in prima persona per il rinnovamento degli spazi, per esempio portando 13 metri cubi di nuova terra per il giardino».
Dopo tre anni di lavoro, nel giugno scorso finalmente è stata inaugurata la caffetteria “Giardin-Food & Art Oasis”, improntata sullo stile delle coffee house: «La caffetteria ci permette di differenziarci dai soliti bar e ristoranti – spiega Casaccia – con un’offerta ampia che va dalla colazione alla cena, passando per pranzo e aperitivi. La scelta si è rivelata vincente perché già in questi mesi abbiamo avuto un ottimo riscontro, perfino migliore di quanto sperassimo: tanti veneziani tornano da noi per gustare un croissant prima di andare a lavorare, per un cicchetto o per altre occasioni. Ci fa piacere vedere anche un turismo internazionale consapevole, non del tipo “mordi e fuggi”, ma che, affezionato a quest’area della città, torna volentieri e contribuisce a renderla viva». Ma la caffetteria non ha attirato l’attenzione solamente della clientela: lo chef Alberto Marin, in passato collega di Casaccia, ha ricontattato i proprietari di “Giardin” per collaborare nella cucina.
Il menù della caffetteria punterà soprattutto su piatti di pesce e di mare, ma non solo. Inoltre non sarà fisso, ma varierà in base alla stagionalità e anche all’ispirazione degli chef: «Per frutta e verdura, acquistata quasi sempre a livello locale, necessariamente terremo conto della stagionalità. Non è solo per una questione di costi – spiega Casaccia – ma anche per garantire la qualità dei nostri piatti: un pomodorino in inverno non ha nessun sapore. Tuttavia offriremo ai clienti nuove ricette anche in base alle nostre sperimentazioni che, pur a volte rivisitando la tradizione culinaria veneziana, mirano anche a proporre ricette innovative e distintive della nostra cucina».
Camilla Pustetto
