La visita del Segretario Generale del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), Donato Capece, nelle carceri del Triveneto, solleva il velo su una realtà fatta di cronico sovraffollamento e carenze di personale che mettono a dura prova la sicurezza e la dignità del lavoro degli agenti.
Il tour è partito da Venezia, con numeri che fotografano una situazione esplosiva: nella Casa Circondariale di Venezia, a fronte di una capienza di soli 159 posti letto, sono stipati ben 251 detenuti.
A rendere ancora più delicato il quadro è l’alta percentuale di detenuti stranieri (142), che richiede uno sforzo gestionale e di mediazione culturale raddoppiato per il personale in servizio. Tra le strutture di Santa Maria Maggiore e la Giudecca, la Polizia Penitenziaria si trova a operare in un contesto di “costante pressione”, come sottolineato dal segretario interregionale Giovanni Vona.
La seconda tappa della visita ha toccato Bolzano, dove la criticità principale, oltre al sovraffollamento (110 detenuti su 88 posti), riguarda la carenza di organico con soli 77 poliziotti operativi, 5 ispettori e 3 sovrintendenti. Nonostante ciò, il Segretario ha voluto lodare l’eccellenza del Corpo che, tra turni gravosi e strutture inadeguate, continua a garantire la legalità.
L’analisi del Sappe si allarga poi all’intera regione. Il Veneto, complessivamente, registra dati allarmanti la capienza regolamentare è di circa 1.900 posti con 2857 detenuti presenti.
La prossima tappa è l’Istituto Penale per i Minorenni di Rovigo oggi 4 marzo, a conferma che l’emergenza non risparmia nemmeno le strutture minorili.
L’obiettivo del tour del Sappe è accendere i riflettori su quelle che Capece definisce “gravi criticità operative”. Non bastano i plausi al valore umano degli agenti: il sindacato chiede provvedimenti strutturali immediati, senza un intervento urgente, sottolinea il sindacato, la sicurezza degli istituti e quella collettiva rischiano di incrinarsi definitivamente sotto il peso di un sistema che non riesce più a contenere se stesso.
