«Mi auguro che questo libro in futuro possa anche fungere da punto di partenza per il lavoro di eventuali storici interessati alle vicende dell’isola. È risaputo: la storia nasce dalla cronaca, che in questo caso si intreccia con le tradizioni locali e le testimonianze di una realtà unica al mondo. Se tutto ciò viene messo per iscritto, nero su bianco, è impossibile che si perda tra lo scorrere del tempo». È questo l’auspicio di Valentino Tagliapietra, membro dell’Associazione Artistica Culturale di Burano, espresso in occasione dell’uscita del nuovo libro “Dieci anni di articoli che raccontano la Burano di ieri e di oggi”, a cura di Emilio D’Este, presentato lo scorso 13 dicembre e pubblicato per l’anniversario dei primi dieci anni di attività de “Il Ponte”, il giornalino curato dall’Associazione per informare la comunità e creare “ponti” di relazione.
«Il Ponte nasce nel 2015 con lo scopo di creare un libero spazio di confronto per la comunità buranella. Nell’arco di questi dieci anni, sono stati pubblicati circa 40 numeri, per un totale di oltre 370 articoli. Si tratta di un ingente patrimonio di storie, riflessioni, ricerche e ricordi, che questo libro si propone di riassumere e preservare, nella consapevolezza che ciascun articolo costituisce un tassello della memoria collettiva di Burano», aggiunge Tagliapietra. Una scommessa nata da una semplice chiacchierata tra i membri del Direttivo dell’Associazione, guidata da Elena Barbaro, si è trasformata così in un progetto concreto: «La soddisfazione più grande per l’Associazione nel corso di questi dieci anni è stata sicuramente il coinvolgimento della comunità, che ha dimostrato il proprio interesse attraverso la condivisione e il confronto», spiega ancora Tagliapietra che sottolinea come il progetto sia reso possibile grazie al contributo di Laura Costantini, Luca Vio ed Emilio D’Este.
Il giornalino è creato con il contributo della comunità, per la comunità, in modo assolutamente trasversale: «Il libro non ha un target particolare di lettori: è indirizzato a tutti, a coloro che vivono a Burano, ai buranelli che, per le ragioni più disparate, hanno abbandonato l’isola, ma anche ai cosiddetti “foresti”, che amano Burano e le sue tradizioni». Un’impostazione dunque dal taglio concreto e lineare, che punta all’immediatezza: tutto questo si ritrova ora nella pubblicazione che ripercorre questa storia decennale. «Oltre a riproporre gli articoli più interessanti pubblicati negli ultimi dieci anni, il libro presenta una suddivisione in tredici capitoli, che spaziano dagli aspetti culturali e sociali più rilevanti, quali la vita religiosa, le arti e le tradizioni, a temi che contribuiscono a mantenere un legame continuo tra passato e presente, tra tradizione e innovazione: oltre alla “Rubrica fiscale di Luca Vio”, ad esempio, l’ultimo capitolo, intitolato “Buranelli in giro per il mondo”, è dedicato agli isolani che hanno riportato esperienze all’estero, non abbandonando mai la consapevolezza delle proprie radici».
Matteo Bon
