Gianquinto Rossi, nato il 12 febbraio 1934 da Natale e da Baccega Elvira. Così è registrato nei registri dell’anagrafe del Comune di Jesolo, ma nel libro dei Battesimi della Parrocchia di San Giovanni Battista a cui appartiene è iscritto anche come Pier Giorgio.
Gianquinto-Pier Giorgio a Jesolo è conosciuto, non foss’altro che per quel passo garibaldino con il quale, alla faccia dei suoi 91 anni, attraversa la Piazza I° Maggio del centro di Jesolo. Un nome aggiunto al Battesimo rispetto a quello dell’anagrafe un tempo era un fatto abbastanza consueto. Ma nel caso di Pier Giorgio Rossi c’è un motivo ben preciso, fino ad ora noto solo ai suoi famigliari. La ragione di questo nome aggiunto è raccontata nel notiziario della parrocchia per desiderio del parroco don Gianni Fassina. A raccontare la vicenda è Giampaolo, fratello minore di Pier Giorgio, nato esattamente dieci anni dopo di lui, nel 1944. «Quand’ero bambino – esordisce – ricordo che nella nostra vecchia casa in cucina campeggiava, appesa al muro, una grande fotografia. Era di Pier Giorgio Frassati. Io, ultimo dei cinque fratelli, non ci facevo caso: era parte dell’arredo della cucina. Quando nel 1952 cambiammo abitazione quella foto fu messa nuovamente al centro della parete della stanza dove si mangiava. Più volte avevo chiesto alla mamma perché quella foto avesse quel posto d’onore. Chi era Pier Giorgio Frassati? Un nostro lontano parente? Mia mamma mi dava sempre risposte vaghe. Ne capii la ragione più avanti negli anni: quella foto aveva a che fare con la nascita di mio fratello Pier Giorgio. A quei tempi, quando si raccontava che i bambini li portava la cicogna o nascevano sotto il cavolo, che poteva raccontarmi la mamma?. Finalmente una volta – continua Giampaolo – la mamma mi raccontò che alla nascita lei e mio fratello Pier Giorgio avevano rischiato di morire. Hanno perfino dovuto chiamare il dottore! mi precisò: cosa inconsueta per quel tempo e dunque segno della effettiva gravità della situazione. Il parroco e le suore pregarono e fecero pregare Pier Giorgio Frassati, allora Servo di Dio, morto da appena nove anni. Quando finalmente nacque, Pier Giorgio era un bambino grande e robusto e gli fu imposto anche il nome di Pier Giorgio a ricordo perenne delle preghiere – efficaci visto l’esito – rivolte a quel giovane torinese già allora considerato santo. Di questa circostanza fu informata la mamma di Pier Giorgio Frassati la quale rispose a nostra mamma con una lettera autografa in occasione della Prima Comunione che mio fratello Pier Giorgio fece all’età di 6 anni».
La lettera della signora Ade Frassati Ametis dice: “Cara Signora, non ho potuto scriverle prima, perché assente e poi indisposta, ma mi sono unita nella preghiera a Pier Giorgio mio, perché aiuti il caro bambino ad adempiere alle promesse che fece a Gesù quando venne per la prima volta nel suo cuore. La ringrazio per aver suggerito al caro bimbo di pregare per me. Le preci degli innocenti sono grate ed ascoltate dal Signore! Ogni caro augurio ed un bacio al caro angioletto; a lei il mio più caro saluto in unione di preghiera. Ade Frassati”.
Don Gianni nel notiziario spiega la ragione per cui ha voluto raccontare questo episodio nel notiziario della parrocchia: «Il fatto non ha nulla di particolarmente clamoroso ma ho desiderato che fosse conosciuto come segno della profondità delle radici della fede cristiana del nostro territorio».
Piergiorgio Frassati verrà canonizzato domenica 7 settembre da Papa Leone XIV in Piazza San Pietro, insieme a Carlo Acutis. Conclude Giampaolo: «Quando avvertii mio fratello (siamo rimasti solo lui ed io, il più grande e il più piccolo) che don Gianni avrebbe desiderato raccontare questa storia, mio fratello mi rispose: “Pian, pian, no ste far confusion, che el santo l’è lu, no mi». (GV)
