Anche quest’anno Via Largon si prepara a vivere la “Festa del capitello”. Domenica 18 gennaio, alle ore 15 verrà celebrata la Messa per Sant’Antonio abate, accompagnata dai canti eseguiti dal “Coro el Piave” di Eraclea, cui seguirà un momento di convivialità offerto dagli abitanti e dagli amici della via.
Il capitello, inconfondibile con il suo colore rosso mattone che spicca sullo sfondo della campagna, è una costruzione semplice figlia di una sobria e sincera devozione, tipica del mondo campestre. Da decenni è un punto di riferimento per gli abitanti di via Largon che ne sono orgogliosi ed è ormai un simbolo per tutta la comunità di Eraclea.
La sua storia affonda le radici nei primi anni Sessanta, quando alcuni amici residenti in via Largon proposero al parroco don Giuseppe Callegaro di costruire una cappelletta. In quel periodo la maggior parte di loro lavorava in agricoltura e il “Monsignòr” propose di dedicare la nuova costruzione al santo protettore degli animali domestici: Sant’Antonio abate, del quale tutte le famiglie avevano appeso un quadretto all’interno delle stalle. Si sparse la voce e si creò una collaborazione: materiale o forza lavoro, tutti diedero il loro sostegno senza volere niente in cambio. Tra chi contribuì concretamente alla sua costruzione, vi erano anche due fratelli muratori, che morirono tragicamente giovanissimi, e fu inevitabile dedicare alla loro memoria una targa all’interno del capitello.
Il 17 gennaio 1963, giorno di Sant’Antonio abate, il capitello venne solennemente inaugurato: ci furono una messa, una processione ed una grande festa, cui prese parte anche il vescovo ausiliare di Venezia mons. Olivotti. Da quel giorno iniziò la tradizione del Capitello, grazie al quale presero vita diversi appuntamenti: la festa solenne del 17 gennaio era la più sentita, con la processione durante la quale i ragazzi di nome Antonio portavano in spalla la statua del Santo. Importante era anche la festa del Ringraziamento, in occasione della quale si adornava il capitello con grandi archi intrecciati con rami di alloro sui quali venivano appesi i frutti della terra: uva, patate, cavoli, pannocchie e così via, che venivano poi donati alla mensa dell’asilo parrocchiale. Le feste continuarono per anni, ma poi cambiarono i tempi e le usanze, ed il capitello arrivò anche ad essere chiuso.
Un giorno però, i figli dei fondatori decisero di ripristinare la tradizione e a fine anni Novanta restaurarono il Capitello, ridiedero vita alla festa del 17 gennaio ed al rosario del mese di maggio, coi bambini accompagnati dalle nonne che dopo la preghiera giocavano fra loro. E così la “festa del Capitèl” ripartì con un nuovo capitolo della sua storia: la domenica seguente la festività di Sant’Antonio abate è tornata ad essere un appuntamento immancabile per gli amici di via Largon e non solo; sono molti infatti gli affezionati che dalle frazioni e dai paesi vicini si ritrovano per festeggiare all’insegna dei valori dell’amicizia e dello stare assieme.
Nel 2023 sono stati festeggiati i sessant’anni e la festa è ancora una realtà bellissima. Hanno cominciato i nonni, hanno continuato i figli e si sono aggiunti i nipoti, perché ogni mattone del capitello rappresenta il contributo di ognuno.
Appuntamento dunque domenica 18 gennaio alle ore 15 per la celebrazione della Messa e la festa, per continuare la tradizione della “Festa del Capitèl”! In caso di maltempo la festa si svolgerà presso il capannone della famiglia Cattelan Angelo, poco lontano dal capitello.
Stefano Cattelan
