Come parroco a Marghera e sacerdote di riferimento del Centro don Orione a Chirignago, don Filippo Benetazzo vive il rapporto con la terra all’interno di una realtà segnata dalla presenza industriale e dal lavoro. Tuttavia, sa che questo rapporto non può mancare nella crescita di una persona: «Al don Orione, stando con i ragazzi disabili che si prendono cura della terra, ho compreso che tutti troviamo uno spazio, un tempo, un modo per crescere come persone e per tirare fuori la serenità e la pace che la natura stessa ci dona».
Non è un caso che don Filippo, cresciuto in campagna, utilizzi queste parole nel suo servizio pastorale a Marghera. Infatti, l’idea della città-giardino da una parte e la componente industriale dall’altra hanno svolto entrambe un ruolo importante nel definire la missione pastorale verso l’ambiente di don Filippo e delle sue due parrocchie (San Pio X e Gesù Lavoratore). «Come vicariato abbiamo creato un gruppo Laudato si’, che, a partire dall’enciclica del 2015 di Papa Francesco, propone spesso momenti di riflessione e segni particolari di attenzione al territorio, come è stata a maggio la passeggiata ecologica per vedere e scoprire i luoghi delle periferie di Marghera».
La cura dell’ambiente non è mai disgiunta dalla cura della persona, in particolare della persona lavoratrice. «Come comunità cristiana cerchiamo di essere sempre presenti nel mondo del lavoro – afferma don Filippo – per tenere viva la dignità delle persone che lavorano e per garantire un po’ di vicinanza alle tante situazioni di lavoro precarie». Questa attenzione si è concretizzata negli anni con la Casa del Giovane Lavoratore, a San Pio X, per accogliere i lavoratori in difficoltà, e più recentemente attraverso la collaborazione con la Caritas diocesana, che dà sostegno alle famiglie anche mediante il Centro d’ascolto.
Sul versante ambientale, invece, è in particolare il gruppo giovani e universitari ad aver accolto la sfida di rendere reali le parole di Papa Francesco. Attraverso una sensibilizzazione del rispetto della natura anche all’interno dell’oratorio, la comunità spinge a non trascurare nulla, dalla mai banale raccolta differenziata alla tutela del verde e al risparmio d’acqua. «Insieme ai giovani educhiamo i bambini a vivere l’oratorio con uno stile diverso, che poi speriamo portino anche a casa». Prezioso, poi, è anche l’accento sul risparmio energetico: «Come parrocchia già 15 anni fa abbiamo fatto delle scelte concrete in tal senso, installando l’impianto di pannelli fotovoltaici sul tetto della scuola materna e dell’oratorio. Più recentemente, invece, abbiamo scelto di dotarci di lampadine a basso consumo e di donarle anche ai più bisognosi. Sono scelte che hanno valore non solo in campo energetico, ma anche per la salvaguardia dell’ambiente».
Infine, non manca di sottolineare don Filippo, il rapporto con il Creato è sempre un modo di rapportarsi con Dio: «La terra, in fin dei conti, è ciò che Dio ci ha donato e ci ha affidato perché ce ne prendessimo cura. Educando i bambini a prendersi cura degli spazi e dell’ambiente circostante, li aiutiamo ad imparare a prendersi cura delle persone, perché siamo tutti partecipi di un unico dono».
Andrea Maurin
Uniti nel Dono: così la Cei sostiene i sacerdoti
Il sostentamento dei sacerdoti deriva per la gran parte dai fondi dell’8xmille (68,8%), per un altro 16% da stipendi personali (ad esempio come insegnanti di religione o cappellani), un altro 7% arriva dalle parrocchie e dagli enti presso cui prestano servizio, il 6,8% dalle rendite degli Istituti diocesani, l’1,5% dalle Offerte deducibili versate direttamente dai fedeli.
Il valore delle offerte deducibili
Nonostante rappresentino la percentuale minore, le Offerte per il sostentamento del clero mantengono un alto valore simbolico e pastorale: sono lo strumento che permette al fedele di partecipare direttamente al mantenimento del proprio parroco, esprimendo una corresponsabilità che va oltre il semplice versamento fiscale. Insieme all’8xmille, le Offerte costituiscono il pilastro che permette ai sacerdoti di operare in libertà, specialmente nelle realtà più povere e meno autosufficienti.
Una donazione mediante “Uniti nel dono” raggiunge tutti: le donazioni sono infatti raccolte a livello centrale dall’Istituto Centrale Sostentamento Clero (www.icsc.it) per poi essere redistribuite equamente tra tutti i sacerdoti. Ogni persona che fa un’offerta, contribuisce alle necessità quotidiane del suo parroco ma anche di altri, meno fortunati e con comunità più piccole.
Come donare
– sul sito www.unitineldono.it con carta di credito o PayPal.
– via telefono, al numero verde: 800-825000.
– con Bollettino di C/C postale N° 57803009 intestato a: Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero – Erogazioni liberali, via Aurelia 796, Roma 00165
-con bonifico bancario a Intesa San Paolo IBAN: IT 33 A 03069 03206 100000011384 da effettuare a favore dell’Istituto Centrale Sostentamento Clero, con causale “Erogazioni liberali art. 46 L.222/85”.
Il contributo versato a favore dell’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero è deducibile dal reddito complessivo delle persone fisiche fino ad un tetto massimo di 1.032,91 euro annui. La deducibilità è quindi, per chi vuole approfittarne, un’opportunità in più per contribuire e costituisce un ulteriore riconoscimento dell’importanza dell’opera dei sacerdoti.
Tutte le informazioni su: www.unitineldono.it.

