Ancora poche settimane e finalmente il Santuario della Madonna dell’Angelo tornerà al suo antico splendore. Sono, infatti, in via di completamento gli ultimi interventi di restauro dell’amata chiesa sul mare.
Negli ultimi mesi il Santuario ha visto la sostituzione di tutta la pavimentazione con una nuova in marmo bianco e rosso di Verona. L’intervento è stato realizzato su più strati per evitare la risalita di umidità che tanti danni aveva arrecato nel corso degli anni all’antico luogo di culto. La nuova pavimentazione è in realtà un “ritorno all’antico”, perchè sarà del tutto simile a quella che originariamente, nel Settecento, era stata utilizzata per il Santuario di Caorle (consacrato nel 1751), poi sostituita nel corso dei secoli.
Sempre negli ultimi mesi, inoltre, sono stati eseguiti i lavori di “pulizia” delle pareti interne dagli effetti di anni di salsedine e di fuliggine, che sono arrivati a conclusione di un lungo percorso a più fasi che ha interessato dapprima le pareti esterne del Santuario, la torre campanaria e gli interni, con una importante attenzione rivolta al presbiterio e al restauro degli affreschi del soffitto, tornati alla loro antica bellezza.
Entro la seconda settimana di maggio, dunque, nel Santuario, che sarà nuovamente aperto al pubblico, potrà fare ritorno anche la Statua della Madonna dell’Angelo, che negli ultimi mesi era rimasta nel Duomo di Caorle, come già accaduto circa due anni fa in occasione di altre operazioni che avevano interessato gli interni del Santuario. Nel mese di luglio dovrebbero essere installati anche i nuovi banchi per i fedeli e il nuovo confessionale, ultimissima tappa di un lungo cammino iniziato nell’autunno del 2022, con l’apertura della raccolta fondi che ha visto affiancarsi alla Collaborazione pastorale di Caorle la Pro Loco di Caorle, alla quale è stata affidata la gestione del “crowdfunding”, che ha permesso di far proseguire i lavori senza soluzione di continuità.
Grazie alla generosità di fedeli, associazioni, enti pubblici (in primis il Comune di Caorle e Regione Veneto), Banca Prealpi San Biagio e, naturalmente, Cei (Conferenza Episcopale Italiana) che ha destinato delle somme derivanti dall’8 per mille, la Collaborazione pastorale di Caorle ha potuto, infatti, portare a termine un’opera che anche le prossime generazioni di caorlotti e turisti potranno ammirare.
Non va infine trascurato il fondamentale lavoro, puntuale, della Soprintendenza e dell’Ufficio Beni Culturali del Patriarcato di Venezia, che hanno consentito di arrivare alla conclusione di questo percorso. «Non posso fare altro che ringraziare i fedeli e tutti gli enti che a vario titolo ci hanno permesso di portare a compimento il restauro di questo “luogo speciale” – le parole del parroco della Collaborazione pastorale di Caorle, mons. Danilo Barlese – che mi auguro possa aiutare i caorlotti e i turisti a conservare la fede nel Signore Gesù e ad affidarsi a Maria, Madre sua e Madre nostra». (GV)
