È stato appena pubblicato “La profezia dei Mezzaluna”, romanzo fantasy d’esordio del giovane lidense Giacomo Zuanella. La storia racconta di cinque ragazzi legati da una profezia che, imparando i valori dell’amicizia e il potere della magia, dovranno guidare i popoli della Luce per sconfiggere quelli del Buio. Sarà Aron, il protagonista, a doverli guidare in questo arduo compito.
E proprio lui dovrà compiere un percorso più complesso rispetto agli altri, perché è cieco dalla nascita e appartiene al popolo dei Senzavista. Una caratteristica non casuale: l’autore, come l’eroe, è non vedente e, tramite questa storia, ha voluto raccontare la propria esperienza. «Aron – spiega Zuanella – è il mio alter ego. Per quanto lo consentisse l’ambientazione fantasy-medievale, attraverso lui ho cercato di raccontare la mia esperienza quotidiana: l’eroe, infatti, percepisce il mondo tramite gli altri sensi, soprattutto l’udito e il tatto, e per orientarsi utilizza un bastone magico parlante che gli descrive gli ostacoli». Proprio per la particolare condizione dell’autore e del protagonista, anche nelle descrizioni le percezioni uditive e tattili sono messe in evidenza, dando al lettore una sensazione quasi onirica in certi punti. Tuttavia le impressioni visive non sono trascurate: Zuanella, infatti, tramite l’immaginazione è riuscito a creare un mondo fantastico e pieno di colori. «Io non li ho mai visti – afferma Zuanella – ma li associo a degli elementi. Il fuoco è rosso, il mare è blu e così via… Proprio per questa ragione anche nel romanzo ho voluto legare la magia dei colori agli elementi». Una conoscenza del mondo possibile anche grazie all’ascolto e alla lettura in Braille di numerosissimi libri.
Leggendo il romanzo di Zuanella un po’ alla volta ci si immerge nella sua realtà, vedendone la speciale sensibilità ma capendone anche le difficoltà.
E non si tratta solo di ostacoli oggettivi, ma anche di stigmi da parte della società: Aron, prima di conoscere gli altri ragazzi della profezia, può contare solo sul suo genitore adottivo, perché il resto della popolazione dei Celesti vede la sua cecità come un difetto. Nel corso del romanzo, però, l’eroe saprà affermare la propria identità e questo vuole essere un messaggio di speranza per tutti i bambini e i ragazzi che vivono la stessa condizione di Giacomo e del suo alter ego. La storia può comunque essere letta anche dagli adulti con una prospettiva diversa, per conoscere il modo di percepire il mondo di chi non vede. La conoscenza, infatti, è la chiave per la vera inclusione.
Camilla Pustetto
L’incontro con Moony Witcher e l’approdo al Salone del Libro
La profezia dei Mezzaluna” nasce dall’incontro fortuito tra l’autore lidense, la scrittrice veneziana Roberta Rizzo (in arte Moony Witcher) e la casa editrice Editoriale Unicorn di Cavallino-Treporti. Una storia svoltasi interamente all’interno della provincia veneziana.
Da un po’ di tempo Giacomo Zuanella aveva intenzione di scrivere un romanzo e, su suggerimento dei genitori, cinque anni fa ha provato a contattare Roberta Rizzo per un corso di scrittura. Lei ha colto il talento del ragazzo e l’ha guidato nella strutturazione della trama e dei personaggi. «Non ho mai avuto un allievo non vedente – racconta Rizzo – perciò ho dovuto reinventarmi. Innanzitutto Giacomo mi ha spiegato che per scrivere digita sulla tastiera e poi chiede alla voce digitale del computer di rileggere il testo per controllarlo. Poi ho dovuto comprendere la sua percezione del mondo per guidarlo nella giusta direzione nel processo di scrittura. Non è stato semplice, ma ho creduto in lui fin dalle prime lezioni, nelle quali mi ha stupita molto inviandomi alcune descrizioni di ambientazioni straordinariamente dettagliate, sbalorditive se si pensa che Giacomo non ha mai visto con gli occhi ciò che racconta. Anche il suo pensiero è molto profondo e dal romanzo secondo me si evince un’importante sua riflessione sul tempo. In un momento in cui, purtroppo, capita che contino più i followers degli autori che non la qualità letteraria, spero che il lavoro di Giacomo possa essere compreso».
Durante il percorso di stesura del racconto i fondatori di Editoriale Unicorn, associazione culturale da 15 anni e casa editrice da 2, sono entrati in contatto per caso con la nonna di Giacomo e hanno accettato di leggere il romanzo una volta terminato.
«Inizialmente – raccontano gli editori – non avevamo intenzione di pubblicarlo perché non abbiamo una collana dedicata ai ragazzi. Tuttavia, rendendoci conto che la storia poteva essere letta a più livelli, gli abbiamo dato una possibilità e ora siamo felici e orgogliosi di poter presentare questo romanzo. È un caso più unico che raro che un ragazzo non vedente non solo decida di scrivere, ma scelga come genere d’esordio il fantasy, che stravolge il mondo come lo conosciamo nella quotidianità. Facciamo i nostri complimenti a Giacomo e a Roberta, che l’ha guidato, e speriamo che il messaggio di questa storia possa raggiungere ragazzi e adulti anche del resto dell’Italia e, magari, anche dell’Europa».
“La profezia dei Mezzaluna”, infatti, sarà presentato a Venezia nei prossimi mesi, ma è già stato messo anche nel programma della casa editrice per il Salone del Libro di Torino, alla quale Editoriale Unicorn parteciperà tramite lo stand collettivo degli editori del Veneto. (C.P.)
