Se John Henry Newman non si fosse convertito al cattolicesimo non sarebbe mai stato scritto “Il Signore degli Anelli”. Il famoso scrittore e professore universitario John Ronald Reuel Tolkien, autore anche de “Lo Hobbit”, da cui sono stati tratti celebri adattamenti cinematografici, probabilmente non avrebbe mai seguito questa parabola esistenziale se non fosse esistito l’Oratorio di Birmingham, fondato da Newman dopo la sua conversione al cattolicesimo con il consenso della Santa Sede. Come? Perché?
Il grande Santo inglese, che oggi è proclamato Dottore della Chiesa da Leone XIV, poco dopo aver lasciato la chiesa anglicana sceglie di seguire le orme di San Filippo Neri fondando una comunità religiosa nel suo stile. Roma e l’Inghilterra: in Newman si sposano la tradizione britannica e la spiritualità del “Buffone di Dio”, come Neri venne spesso definito.
A Birmingham nasce non solo una comunità di sacerdoti formata da amici e colleghi dell’Univeristà di Oxford che avevano seguito Newman nella conversione, ma sorge anche una scuola. Educazione e pastorale della cultura sono due dei grandi capisaldi della testimonianza e dell’operato del nuovo Dottore: in quella scuola si formerà un ragazzo di nome Francis Morgan, che diventerà poi sacerdote e membro della casa oratoriana di Birmingham. Morgan aveva conosciuto il cardinale Newman sin da ragazzo. Sarà questo sacerdote a svolgere il ruolo di “collegamento” tra le due storie.
La madre di Tolkien, Mabel, decise nel 1900, dieci anni dopo la morte di Newman, di avvicinarsi alla comunità dell’Oratorio di Birmingham e chiedere di essere accolta nella Chiesa cattolica. Dopo un travagliato cammino spirituale, Mabel Tolkien venne guidata da Padre Francis Morgan ad abbracciare la stessa fede che Newman aveva scelto. Avendo lasciato la chiesa anglicana i suoi parenti tagliarono i ponti con lei: era vedova e versava in condizioni economiche precarie, inoltre era malata di diabete. Sarà Padre Morgan e prendersi cura di lei e dei due fratellini Tolkien. Nel 1904 Mabel muore, affidando i suoi figli agli Oratoriani. Padre Morgan diventerà il tutore e il “padre” adottivo dell’Autore de “Il Signore degli Anelli”. Non solo: è stato ampiamente dimostrato che il personaggio dello stregone grigio Gandalf, figura di saggio e benevolo custode dei protagonisti del romanzo, è ispirata proprio a Padre Francis (che fumava una pipa identica a quella descritta nel libro e usata dallo stregone). Morgan riuscì a sostenere Tolkien negli studi, fino all’università, consentendogli di ricevere una formazione di alto livello. Tolkien non avrebbe perciò scritto i suoi grandi romanzi senza Padre Morgan. Tolkien, riguardo a Il Signore degli Anelli scriveva in una lettera:
“Perché a dir la verità, io consciamente ho programmato molto poco; e dovrei essere sommamente grato per essere stato allevato (da quando avevo otto anni) in una fede che mi ha nutrito e mi ha insegnato tutto quel poco che so; e questo lo debbo a mia madre, che ha tenuto duro dopo essersi convertita ed è morta giovane, a causa delle ristrettezze e della povertà che dalla conversione erano derivate”.
La fede cattolica che segnò radicalmente la vita di Mabel influenzò a tal punto John Ronald Reuel Tolkien da divenire l’elemento centrale delal sua esistenza. Tolkien fu un cattolico fervente e un battagliero sostenitore della posizione della Chiesa cattolica in Inghilterra. Senza Padre Morgan non avrebbe potuto studiare, formarsi e diventare docente universitario nelle stessa Oxford dove Newman aveva iniziato il suo cammino di conversione.
Marco Zane
