L’azienda agricola Amoler di Vetrego, a Mirano, punta sul futuro con due novità principali: l’avvio di una fattoria didattica e l’investimento in una coltivazione di 1100 noccioli. Queste iniziative segnano un’evoluzione per la tenuta di 17 ettari che, nel 2024, ha completato ufficialmente il passaggio al regime biologico.
La piantumazione dei noccioli, iniziata tre anni fa su due ettari di terreno, entrerà a pieno regime produttivo nel 2028. Nel frattempo, l’azienda si apre alla comunità attraverso il progetto della fattoria didattica, che ha l’obiettivo di trasformare lo spazio agricolo in un centro educativo condiviso.

“Il progetto della fattoria si fonda su due pilastri: l’acqua e le piante”, spiega il titolare Luca Tonello. Tra le caratteristiche distintive figurano un percorso sensoriale realizzato all’interno di una siepe storica — accessibile anche a persone con disabilità visiva — e la zona umida dello “Scolo Pionca”. Il percorso didattico mostrerà concretamente l’utilità delle “fasce tampone”, file di alberi che proteggono i corsi d’acqua filtrando i residui agricoli prima che raggiungano la laguna.
L’azienda, che opera come fondo chiuso vietando la caccia, adotta pratiche sostenibili come la rotazione delle colture (orzo, soia, mais ed erba medica) e l’uso di energia fotovoltaica. Queste scelte favoriscono la biodiversità locale e la presenza di insetti impollinatori, elementi che Alessandro Isatti di Confagricoltura Miranese definisce “infrastrutture ecologiche” essenziali contro la cementificazione.
L’iniziativa vede la collaborazione di diversi enti, tra cui Confagricoltura Venezia, il Consorzio di Bonifica Acque Risorgive e Legambiente. Per il presidente di Confagricoltura Venezia, Stefano Tomboni, la fattoria didattica rappresenta non solo un presidio educativo per le nuove generazioni, ma anche una forma di diversificazione necessaria in un momento complesso per il settore agricolo.
