Dal 2 aprile al 4 maggio, la Galleria 200C di Venezia ospita la mostra personale di Irina Zatulovskaya (nella foto di Manuel Silvestri), intitolata “Primavera Sacra”. L’esposizione, curata da Olga Strada e Anna Sartor, raccoglie i lavori nati da una residenza d’artista svoltasi presso la sede veneziana e inaugurata ufficialmente giovedì 2 aprile.
L’artista, formatasi presso l’Istituto Poligrafico di Mosca e attiva sin dagli anni ’80, ha sviluppato una ricerca formale fondata sul neoprimitivismo e sulla rappresentazione sintetica del quotidiano. La sua opera stabilisce un dialogo tra le avanguardie storiche, la tradizione delle icone russe e l’estetica del Concettualismo moscovita. A partire dagli anni ’80, Zatulovskaya ha abbandonato definitivamente la tela a favore di materiali poveri e oggetti di scarto, come ferro, legno e pietre, recuperando la memoria contenuta negli elementi privati della loro funzionalità originaria.
Per la rassegna veneziana, la produzione si è arricchita attraverso l’uso di stoffe di varia provenienza, incluse alcune tessiture locali. Il gesto creativo trasfigura il materiale di recupero in una dimensione metafisica, accostando la pratica dell’artista alle esperienze dell’Arte Povera. Con una carriera che vanta oltre cinquanta mostre personali e opere presenti in trenta musei internazionali, propone alla Giudecca un universo visivo silenzioso e simbolico. La mostra è visitabile dal giovedì al sabato, dalle 11 alle 17, in Fondamenta San Giacomo 200/C.
