Con quattro gare di anticipo Andrea Kimi Antonelli diventa il più giovane pilota a vincere il Gran Premio di Formula 1. Ha solamente vent’anni.
Mediamente la sua remunerazione si aggira attorno ai tre milioni di euro, ora i guadagni potrebbero anche quadruplicare. Certo far meglio di questo, dopo i vent’anni, potrebbe esser una grande sfida, soprattutto rimanere umili e riuscire ad amministrare la propria fortuna in modo prudente potrebbe non essere semplice. A noi interessa altro rispetto al destino di Antonelli, a cui comunque auguriamo ogni bene. Ci interessa focalizzarci sul fatto che a vent’anni si possono compiere cose straordinarie. Kimi Antonelli più che una eccezione da celebrare dovrebbe essere uno stimolo per rinnovare il nostro modo di guardare alla realtà. Se è ben vero che i giovanissimi e i ventenni di oggi dimostrano nuove fragilità, è vero anche che la disciplina e il sacrificio non sono scomparsi dall’orizzonte di molti di loro. L’età della giovinezza è quella più feconda intellettualmente, sul piano non della capacità di sistematizzare il pensiero, ma delle grandi intuizioni.
Guardiamo ai precedenti storici: Michelangelo Buonarroti scolpì la famosa Pietà che ora è custodita nella basilica Vaticana a Roma tra i 22 e i 23 anni. Il compositore Johann Sebastian Bach compose le sue più significative pagine di musica organistica attorno ai 24 anni (secondo le più recenti datazioni). Sempre tra i 22 e i 24 anni Isaac Newton elaborò le prime ipotesi sulla teoria della gravità universale. Questi e molti, veramente molti, altri esempi, ci aiutano a comprendere quanto possa essere feconda questa stagione nella vita di un essere umano, indipendentemente dalla disciplina o dall’arte nella quale si è chiamati dalla Provvidenza ad esercitare i propri talenti.
Saper traguardare grandi sfide, questo semmai è il vero problema. Torna perciò fondamentale il ruolo dei “maestri”, cioè di guide autorevoli e sagge capaci di tirar fuori la bellezza e la grandezza e discernere convogliando le energie non verso desideri fallaci o sogni effimeri. Rinsaldare il patto generazionale accompagnando verso il ciò che è buono e giusto, senza imbrigliare il genio, ma conducendo verso una vita ordinata e armonica.
Non molti conoscono di Kimi Antonelli i sacrifici, le rinunce, gli allenamenti fisici, lo studio dei diversi tracciati di gara, l’impegno nel conoscere il proprio mezzo meccanico per poterlo sfruttare appieno. Un grande risultato non piove dal cielo. Su tutto questo spesso la società dell’apparire e dei social sembra stendere un velo, come se tutto fosse a portata di click. E la tentazione della mediocrità si annida talvolta anche dentro le nostre comunità cristiane: guai a proporre cose “alte” o più impegnative ai giovani… guai a provocare; la tendenza a livellare le proposte educative, soprattutto nella vita di fede, non può che produrre mediocrità.
Marco Zane
