E chi l’ha detto che la carta non funziona più? Strumento desueto, oramai, per l’informazione: questo si sente dire dei giornali. Eppure c’è chi sceglie proprio la pagina stampata per comunicare con più efficacia. Pur avendo a disposizione le molteplici alternative del web.
L’esempio recentissimo viene dal Comune di Noale – città di 16mila abitanti – che con l’assessore all’Ambiente, Francesco Caravello, ha affidato la comunicazione del suo Piano del Verde all’urbanista veneziano Lucio Rubini, il quale ha optato per un giornale di carta “in formato tabloid”: «Mi sono chiesto: come si fa a raccontare un piano, un progetto, un percorso tecnico… senza perdersi in tecnicismi? Come si arriva davvero alle persone? E la risposta è stata, appunto, attraverso un giornalino. Un’esperienza simile l’avevo già fatta in precedenza con Zianigo, nel Comune di Mirano, e avevo visto che questa modalità aiuta ad informare meglio i cittadini, perché li coinvolge».
Rubini si occupa di pianificazione e rigenerazione del territorio, in particolare per quanto riguarda i piani della mobilità e del verde. «Lavorando con le pubbliche amministrazioni, mi trovo spesso a svolgere un ruolo di intermediario, rispetto ai cittadini, nella costruzione dei percorsi di pianificazione, di accompagnamento e di informazione», spiega. La necessità, quindi, di raggiungere le persone e di informarle in modo chiaro e corretto, ma al tempo stesso accattivante, lo ha portato alla scelta del mezzo cartaceo.
(Lucio Rubini, foto Blubanana Studio)
«Abbiamo stampato mille copie e le abbiamo distribuite con varie modalità, compreso il “volantinaggio”. Ci siamo appoggiati a due edicole che hanno distribuito le copie a chi comprava il giornale, ma le abbiamo anche consegnate personalmente per strada, approfittando di alcuni momenti aggregativi». Tutto questo, spiega ancora l’urbanista, non esclude l’utilizzo degli strumenti digitali e dei social: «Facciamo anche comunicazione via web e via social. Però abbiamo visto che lo strumento di carta ha un valore in più: soprattutto quando teniamo gli incontri informativi, vediamo che consegnare in mano a ciascun partecipante uno strumento concreto, come è appunto un giornalino di carta, ha un peso. Dare in mano una cosa stampata, fatta con una particolare cura, nella grafica, nelle immagini, vale più di un pdf da scaricare. E questo viene molto apprezzato. Inoltre, nella distribuzione che abbiamo fatto in stile volantinaggio, abbiamo avuto l’opportunità di incontrare direttamente i destinatari della comunicazione, abbiamo potuto parlare con loro, spiegare di persona il progetto, invitandoli poi a partecipare agli incontri organizzati. In questo modo c’è una vera e propria interazione».
E a proposito di interazione, la realizzazione del giornalino “Noale Verde Comune”, ha la particolarità di fondarsi sul concetto di “redazione aperta”. «Abbiamo pensato sì ad uno strumento che potesse informare sulle trasformazioni in corso, ma che potesse anche raccogliere i contributi delle persone interessate, attraverso testi, racconti, interviste, immagini. Lo strumento in qualche modo sorprende, perché all’interno si illustra il piano del verde, in modo corretto e tecnico, ma con linguaggi che riescono a semplificare senza banalizzare. Questo incuriosisce molto».
Tra i contributi raccolti c’è il ricordo, fatto da un volontario del Wwf, di un albero che è in qualche modo simbolico della storia e della cultura del verde. Ci sono alcune immagini storiche di Noale, tratte dall’archivio che ha realizzato nel tempo una persona. C’è il contributo della dirigente scolastica che descrive un progetto della sua scuola, ci sono alcuni “scatti d’autore” fatti da un fotografo di Noale e molto altro ancora. Le prime mille copie sono già andate esaurite e probabilmente se ne stamperanno altrettante. «Si informa, ma si crea anche identità. E pensandoci – conclude Rubini – uno strumento così diventa una sorta di infrastruttura civica».
Serena Spinazzi Lucchesi

