Ancora un mese: chiuderà il 23 novembre “Intelligent Venice”: la più antica città del futuro”, progetto Speciale della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità che ha visto oltre 80mila visitatori. E in questi giorni è andato on line il sito che la racconta: https://vsf.foundation/e-online-il-sito-dedicato-a-intelligent-venice/
L’iniziativa di “Intelligent Venice” ha incluso anche un percorso formativo di Biennale Educational, che ha offerto attività di laboratorio rivolte a circa tremila insegnanti all’interno di un’offerta educativa dalle scuole elementari all’università.
Come il percorso didattico-laboratoriale rivolto ai bimbi delle scuole primarie della Città metropolitana, per far conoscere il porto di Venezia e per valorizzarne l’identità nelle sue molteplici sfaccettature. È quanto inserito in “Port educational” promosso dall’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale: un progetto che quest’anno, tra le sue attività, tra la fine di settembre e i primi di ottobre ha portato ad una stretta sinergia con la Biennale (nella foto di apertura e in quella in pagina momenti dell’esperienza educativa promossa dall’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico in collaborazione con la Biennale – foto di Luca Chiandoni per la Biennale di Venezia).

«L’approccio dei bambini nei confronti del mondo del porto è interessante se considerato che la maggior parte di loro ha familiari o conoscenti che vi lavorano. Abbiamo spesso a che fare con piccoli alunni che di barche già se ne intendono», racconta Federica Perego, coordinatrice dei servizi educativi, che ha curato i laboratori tenutisi alla Biennale. «Quando la Capitaneria rivolge loro delle domande, rispondono con naturalezza, poiché è un argomento di cui hanno già sentito parlare a casa, in famiglia, che dunque fa parte della quotidianità. Anche i bambini che abitano in terraferma dimostrano di conoscere bene il porto, con il quale notiamo che il rapporto è “naturale”, diretto».
“Port educational” porta una serie di attività anche all’interno delle scuole e, per il 2025, «la Biennale ci ha chiesto di partecipare a quattro giornate. Non abbiamo proposto ciò che normalmente portiamo in classe, ma ho immaginato di ricalibrare l’attività didattica calandola proprio nella realtà della Biennale stessa».
I partecipanti – circa un centinaio quelli coinvolti, dagli 8 ai 10 anni – sono per prima cosa stati accolti e accompagnati dalle guide nell’ambito del percorso espositivo e poi sono stati guidati ai tavoli didattici, «dove ad accoglierli c’erano materiali di recupero che – illustra Perego – hanno potuto utilizzare per realizzare la loro imbarcazione». Tutto questo perché negli spazi di “Intelligent Venice”, progetto speciale della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità allestito alla Tesa dell’Isolotto, sulla Darsena Grande dell’Arsenale, si trova anche una parte dedicata all’Autorità portuale. «Lì vi sono immagini di barche e relative alle trasformazioni subite nel tempo a Venezia. I bambini ottenevano una fotografia, tramite polaroid, della loro imbarcazione del passato preferita per poi trasformarla, durante il laboratorio, in una barca del futuro usando i materiali visti e osservati proprio all’interno della Biennale». I giovani partecipanti si sono dunque trasformati in piccoli ingegneri di domani. «È stato raggiunto un ottimo risultato: i bambini si sono divertiti, è stato dato tanto spazio alla creatività. E l’Autorità portuale, nel contesto di queste attività didattiche, è intervenuta portando l’esperienza di alcuni rappresentanti della Capitaneria, che dava il proprio contributo nella costruzione della barca, fornendo ai bimbi utili consigli. L’importanza di questo progetto è legata al fatto che il porto di Venezia è una presenza, un’entità inserita nel contesto cittadino, nonché una fonte di lavoro». Una realtà che è giusto conoscere e approfondire sin da bambini.
Marta Gasparon
