In occasione del centenario della sua fondazione, l’Università Iuav di Venezia inaugura la mostra “100 disegni per 100 anni” presso lo spazio espositivo del Magazzino 6 a Dorsoduro. L’esposizione, curata da Gabriella Liva, Marzia Marandola e Gundula Rakowitz, aprirà ufficialmente giovedì 16 aprile alle ore 17 e rimarrà accessibile al pubblico fino al 31 luglio. L’orario di visita è fissato dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.30 alle 19 con orario continuato.
Il percorso espositivo utilizza il disegno come strumento narrativo per ricostruire la storia dell’ateneo dal 1926 a oggi. I cento elaborati grafici selezionati provengono in gran parte dall’Archivio Progetti Iuav e offrono una panoramica sulla pluralità delle discipline insegnate, coinvolgendo architetti, urbanisti, designer e artisti delle arti performative. La mostra documenta l’evoluzione dei linguaggi e delle tecniche, dal tratto a matita alle moderne elaborazioni digitali, evidenziando il passaggio storico dalla Scuola superiore di Architettura all’attuale assetto universitario.
L’allestimento si articola in quattro sale dove i disegni sono esposti su grandi tavoli, accompagnati da una cronologia murale che riporta i principali dati istituzionali, i cicli dei rettorati e l’andamento del numero di iscritti. Tra i materiali di particolare rilievo figurano un bozzetto di Brenno Del Giudice per la Biennale d’Arte, i progetti di Virgilio Vallot per la stazione di Venezia Santa Lucia e le tavole di Giuseppe Torres per la stazione di Firenze. Un ampio spazio è dedicato al contributo di Carlo Scarpa, di cui viene esposto un disegno di grandi dimensioni utilizzato durante le sue lezioni, oltre al menabò di Egle Renata Trincanato per il volume Venezia Minore.
Un nucleo significativo della rassegna è dedicato al rapporto tra l’istituzione e la città di Venezia. Sono esposti disegni relativi alle diverse sedi universitarie, come il progetto originale di Guido Cirilli del 1938 per l’ingresso dei Tolentini e i successivi interventi di Sergio Los e Daniele Calabi. La mostra analizza inoltre le trasformazioni del Cotonificio Olcese attraverso i grafici di Gino Valle e Giorgio Macola, includendo le verifiche statiche firmate dall’ingegnere Franco Levi, confermando il ruolo dell’ateneo come centro di indagine sulla morfologia urbana e sul paesaggio lagunare.
