Sanità e intelligenza artificiale sono al centro del nuovo convegno organizzato dall’Omceo di Venezia, in programma sabato 18 aprile presso il Centro Pastorale Cardinal Urbani di Zelarino. L’evento si propone di analizzare l’impatto di una tecnologia che coinvolge già il 54% dei professionisti, i quali utilizzano l’AI generativa per affinare le diagnosi precoci e ottimizzare i percorsi di cura. L’obiettivo della mattinata di studi è fornire a medici e odontoiatri gli strumenti necessari per governare una trasformazione digitale che promette di migliorare l’assistenza, pur presentando sfide tecniche e deontologiche complesse.
Secondo quanto evidenziato dai responsabili scientifici dell’ordine, l’integrazione di questi sistemi può favorire una maggiore appropriatezza clinica e sollevare il personale sanitario da compiti burocratici ripetitivi, consentendo di recuperare tempo prezioso per la relazione diretta con il paziente. Nonostante l’evoluzione tecnologica, il ruolo dell’esperienza clinica e l’interpretazione del professionista rimangono centrali, poiché la macchina funge da supporto decisionale ma non sostituisce la supervisione umana e la responsabilità del medico.
Il programma dei lavori prevede una prima parte dedicata alla storia e all’evoluzione dell’AI curata dal dipartimento di Neuroscienze della Fondazione Irccs Ca’ Granda, seguita da un approfondimento sui rischi legati alla sicurezza cibernetica. Esperti del settore e rappresentanti della Polizia Postale analizzeranno le criticità relative alla privacy, alla protezione dei dati sanitari e alle possibili distorsioni dei sistemi informatici.
Nella seconda parte della giornata verranno presentate le applicazioni pratiche già operative nelle aziende sanitarie locali, con particolare riferimento all’impatto sulla cardiologia, sulla gestione dei malati cronici tramite la telemedicina e sulla diagnostica per immagini. L’analisi di esami complessi come risonanze magnetiche e Tac attraverso algoritmi avanzati permette infatti di individuare precocemente lesioni e patologie oncologiche, aumentando l’efficacia delle terapie personalizzate e migliorando complessivamente l’efficienza organizzativa delle strutture ospedaliere e territoriali.
