Mons. Tiziano Vanzetto, Vicario giudiziale presso il Tribunale ecclesiastico regionale del Triveneto, è intervenuto martedì scorso all’inaugurazione del nuovo anno giudiziario presso il Centro Pastorale card. Urbani a Zelarino, e ha illustrato i dati statistici relativi all’attività del Tribunale. Nel 2025 sono state introdotte 135 cause, da sommare alle 339 già pendenti. Le cause concluse al termine dell’anno sono state 188 (incluse 2 breviores, ovvero procedimenti di nullità manifesta decisi direttamente dal Vescovo), mentre 286 restano aperte. Quanto all’esito: il 90,9% delle cause di primo grado ordinario sono terminate “pro nullitate” (100% le 2 “breviores”).
I capi di nullità maggiormente trattati restano l’incapacità a contrarre per grave difetto di discrezione di giudizio e l’incapacità di assumere le obbligazioni essenziali. Seguono l’esclusione della prole e dell’indissolubilità del vincolo. Capi di nullità esaminati nelle cause decise nel 2025: grave difetto di giudizio su diritti e doveri essenziali del matrimonio 212 (accolti 76,4%); incapacità di assumere le obbligazioni essenziali del matrimonio 177 (65,5%); esclusione della prole 45 (80%); esclusione della indissolubilità del vincolo 37 (67,6%); esclusione della fedeltà 6 (16,7%).
«Ci sono – ha riflettuto mons. Vanzetto – tre linguaggi da mettere d’accordo: quello con cui le persone raccontano la loro vita; quello di chi è chiamato a dare un nome giuridico alla vicenda; e quello del perito». La sentenza risulterà negativa se il perito afferma che, nel caso concreto, il coniuge non presentava gravi anomalie o che la sua fragilità, al momento del consenso, non ha nociuto alla sufficiente discrezione di giudizio.
L’ultima considerazione riguarda i casi di contumacia del convenuto, che interessano una causa su tre. «Dobbiamo ridurre ulteriormente questa percentuale», ha concluso il Vicario, ricordando che incoraggiare la partecipazione attiva può favorire la «riconciliazione o la guarigione delle ferite sofferte per il fallimento del matrimonio». Su 188 cause, la parte convenuta è rimasta assente in 61 (di cui 3 per irreperibilità).
Delle 15 diocesi del Triveneto, quelle col più alto numero di cause introdotte nel 2025 sono: Verona (31; concluse 52), Padova (25; 19), Vicenza (19; 21) e Treviso (12; 23). A Venezia sono state 5 le nuove cause (concluse 11).
Giovanni Carnio
