«Dio entra veramente nella nostra vita: per chi crede qui si gioca la realtà del Natale». Mercoledì 17 dicembre il Patriarca Francesco ha presieduto, come ogni anno, la Santa Messa al Petrolchimico di Porto Marghera, presso la stazione dei Vigili del Fuoco dello stabilimento Versalis.
La Santa Messa ha visto la partecipazione dei dipendenti, della dirigenza e dell’Unitalsi Aziendale. Ha concelebrato don Marco De Rossi, direttore della Pastorale Sociale e del Lavoro del Patriarcato di Venezia.
Nella sua omelia il Patriarca ha proposto una riflessione a partire dal Vangelo del giorno, la genealogia di Gesù posta al principio del Vangelo di Matteo: «La celebrazione di oggi riporta un Vangelo con una serie di nomi, un elenco che non ci aspetteremmo e che forse non avremmo voluto leggere in una celebrazione come questa. Invece ci dice qualcosa di importante. Dio entra veramente nella nostra vita: per chi crede qui si gioca la realtà del Natale. Il Vangelo di oggi ci lascia un messaggio chiaro, pur nella sua difficile comprensione: Dio non è lontano da noi, soprattutto nei momenti di abbattimento, di sofferenza, di delusione. Dio ha tempo per te, Dio ti ascolta».
Il Patriarca ha poi ricordato che «anche i numeri nel Vangelo sono importanti, come lo sono nel lavoro degli ingegneri. Matteo parla di tre gruppi di nomi composti da quattordici generazioni ciascuno: tre vuole quattordici. Sono gli antenati di Giuseppe, lo sposo di Maria Vergine. Tre sappiamo che è un numero dal significato forte, anche al di fuori della tradizione biblica. Quattordici è due volte sette, che è il numero del compimento».
Ha poi proseguito il Patriarca: «Alle volte i numeri sono importanti anche nella vita: nella nostra missione in Africa, ad Ol Moran in Kenya, anche i piccoli numeri e le piccole risorse possono consentire di tenere aperta una scuola. Il mondo di oggi però guarda solo ai numeri in senso materiale: la cultura, di cui noi stessi facciamo parte, ha messo da parte alcune cose. Diciamo ai nostri ragazzi non solo come raggiungere uno scopo, ma se è bene portare a casa un risultato e come portarlo a casa».
Il senso del Vangelo della genealogia di Gesù è dunque saper guardare oltre ai segni e alle “cifre” dell’umano: «Questa pagina del Vangelo ci insegna che dietro alle cose ci sono significati da riscoprire per essere religiosi e per essere veramente uomini e donne. Incarnandosi Gesù entra nella storia: ma non nasce come gli altri uomini della genealogia, non è solo un uomo. Nasce da Maria per opera dello Spirito. Gesù non è semplicemente un grande uomo, perché abbiamo bisogno di qualcuno che vada oltre alle capacità umane per salvare l’umano».
Marco Zane
