Mercoledì 21 gennaio, in seduta plenaria, i parlamentari della Camera alta francese hanno respinto con 144 voti favorevoli e 123 contrari l’articolo 4 del disegno di legge sulla morte assistita, che sanciva il principio dell’eutanasia e del suicidio assistito.
Martedì sera i parlamentari francesi avevano inizialmente adottato l’articolo 1, che integrava l'”assistenza medica al suicidio” nel Codice della sanità pubblica. Mercoledì, però, si è verificato un cambio di rotta radicale. Nel tardo pomeriggio, hanno respinto la strategia proposta dai due relatori della Commissione Affari Sociali per il gruppo LR. La loro proposta sanciva il principio dell’eutanasia e del suicidio assistito, limitandolo però ai malati terminali.
Diversi senatori LR e centristi si sono quindi opposti a questa riforma sociale, presentata come una priorità da Emmanuel Macron nel suo discorso di Capodanno e descritta come una “rottura antropologica” dai suoi oppositori.
A loro si sono uniti molti parlamentari di sinistra, delusi per non essere riusciti a ripristinare il testo dell’Assemblea Nazionale che avrebbe aperto il suicidio assistito e l’eutanasia ai pazienti “in fase avanzata” di malattia, ma con diversi mesi di vita ancora da vivere.
La scorsa settimana, tutti i vescovi del Consiglio permanente della Cef, avevano firmato una “tribune” che era apparsa sul quotidiano cattolico La Croix. Il card. Jean-Marc Aveline, presidente della Conferenza episcopale francese, era sceso in campo con un video pubblicato online alla vigilia della discussione per “risvegliare la coscienza di coloro che voteranno”. Il cardinale definiva il testo “inutile” e “inappropriato”. “Non è necessario – spiegava – perché la legge Claeys-Leonetti, o la legge attualmente in fase di elaborazione per lo sviluppo delle cure palliative, sono sufficienti a garantire che la società si impegni a non lasciare solo chi è prossimo alla morte e ha bisogno di sostegno. Ed è inappropriato perché le parole usate non sono giuste e legalizzare il potere di porre fine alla vita non adempie al nostro dovere di sostenere la vita fino alla fine”.
