Ci sono cose nel mondo che ragionevolmente non dovrebbero esserci. Fatti che non dovrebbero accadere. «The things that cannot be and that are» – «Le cose che non possono essere e che sono», diceva il grande Gilbert K. Chesterton in una sua poesia sul Santo Natale.
Non può essere che un quarterback di 23 anni attribuisca questa vittoria al Signore in modo esplicito. Non può essere eppure è, e non si tratta del classico esaltato, ma di un giovane cattolico che ha inserito nella sua tabella quotidiana di allenamento anche la Santa Messa (sì, la Messa, tutti i giorni…) e che coordina un gruppo di lettura e meditazione delle Sacre Scritture all’Università (una sorta di Gruppo d’Ascolto). Si chiama Fernando Gabriel Mendoza, i suoi nonni sono di origini cubane e dopo un 2025 in cui ha fatto razzia di premi e riconoscimenti sportivi, lo scorso 19 gennaio la sua squadra, gli “Indiana Hoosiers” (Università dell’Indiana) ha sconfitto il “Miami Hurricanes” aggiudicandosi la coppa dei playoff nazionali universitari di football (un campionato che è seguito televisivamente in tutti gli USA).
Quello che non può essere, invece è, nuovamente: l’apparire di un irlandese barbuto e che picchia forte sul sacco da boxe, Daniel Yankee McKenna, personal trainer e abile comunicatore di tematiche sportive, creatore di contenuti digitali, che dalla progressista New York spiega ai suoi seguaci sui social di aver ripreso ad andare a Messa e di aver incontrato una comunità giovane, nel cuore di Manhattan, sulla 6a strada, dove l’età media è sotto i trentacinque anni. È la parrocchia di St. Joseph, dove i domenicani propongono un “club” di dibattito teologico e si vive l’adorazione eucaristica perpetua.
Quello che non può essere è che in Francia in questi anni il numero dei seminaristi torni a crescere. Quello che non può essere è che la sola parrocchia di St Denis, nella periferia nord di Parigi, abbia 100 catecumeni che si stanno preparando a ricevere il battesimo la prossima Pasqua. Sempre a Parigi, è impossibile che 15mila ragazzi da tutta Europa si siano ritrovati a Capodanno per delle giornate di preghiera nello stile della comunità di Taizé.
In Irlanda, drammaticamente segnata dal peggior scandalo sulla pedofilia nel clero degli ultimi trent’anni, si sta registrando un altro fenomeno strano: sono sempre di più i giovani che chiedono come tornare alla vita cristiana, pur essendo cresciuti fuori dalle parrocchie. E sono giovani che pongono domande e vogliono contenuti solidi.
Potremmo continuare a lungo. Ci sono segni di speranza che chiedono di essere meditati e contemplati. In Italia? Ci sono sicuramente, forse non li vediamo perché siamo semplicemente orientati nella direzione sbagliata: inseguiamo modelli antropologici e inchieste sociologiche che ci dicono soltanto quello che non funziona e ci spingono nella direzione di “cambiare” la fede e la Chiesa, rivedere le strutture, quando invece il Vangelo ci chiede di “cambiare la testa”…cioè convertirsi.
Marco Zane
