I cittadini di Malcontenta si avviano a nuove forme di protesta: nonostante le sollecitazioni fatte, i serbatoi di alcuni depositi di idrocarburi dell’area industriale di Marghera riversano nell’aria quantità ancora notevoli di gas pericolosi per la salute, a partire dal benzene.
È quanto emerso mercoledì 21 gennaio, in sala Sant’Ilario a Malcontenta, nel corso dell’affollata assemblea pubblica organizzata dal Comitato Tutela Salute Ambiente. All’incontro, che ha visto la partecipazione dell’assessore Albino Pesce per il Comune di Mira, si è rilevata una situazione di stallo: nonostante l’ultimo monitoraggio Arpav (concluso ad aprile 2025) abbia confermato concentrazioni elevate in determinate fasce orarie, la “messa in sicurezza” dei serbatoi Versalis (Eni), indicati come fonte emissiva, non sembra essere ancora avvenuta.
I dati tecnici redatti dall’agenzia ambientale nel giugno 2025 offrono un quadro articolato. L’indagine è stata avviata tra il 2023 e il 2024 a seguito delle segnalazioni degli abitanti per odori molesti nei pressi della scuola F.lli Bandiera.
Sotto il profilo normativo, Arpav rileva che la media annuale di benzene non ha superato il valore limite di 5 microgrammi per metro cubo. Tuttavia, la criticità risiede nelle concentrazioni orarie: il monitoraggio ha evidenziato la presenza ripetuta di livelli elevati di benzene in brevi archi temporali. Per identificare la sorgente, Arpav ha utilizzato campionatori passivi disposti su una griglia di punti all’interno e all’esterno dell’area industriale.
I test hanno mostrato che le concentrazioni medie settimanali sono superiori nell’area denominata “punto 2”, situata in corrispondenza dei serbatoi di stoccaggio della sostanza. Attraverso l’analisi di un transetto di punti allineati secondo la direzione prevalente del vento (nord-est/sud-ovest), è stato osservato che i livelli di inquinante aumentano avvicinandosi ai serbatoi per poi scendere progressivamente nelle posizioni sottovento, pur rimanendo più alti rispetto ai valori di fondo rilevati per esmepio a Mestre (Parco Bissuola).
L’utilizzo di analizzatori in continuo ha confermato questo andamento: i picchi orari a Malcontenta coincidono con la provenienza del vento dall’area industriale. I risultati suggeriscono quindi che le emissioni siano riconducibili principalmente ai serbatoi di stoccaggio situati in prossimità del punto 2 della campagna di rilevamento.
L’iniziativa del Comitato punta ora a trasformare queste evidenze tecniche in interventi strutturali sugli impianti, ritenuti necessari per garantire la tutela della salute della popolazione residente.
La richiesta di un intervento è stata indirizzata adesso al Sindaco di Venezia, in quanto massima autorità sanitaria locale.
