La sgarza ciuffetto o la schiribilla sono tra gli uccelli a rischio di estinzione che sono stati segnalati nelle zone umide create dal Consorzio di bonifica Acque Risorgive. Esse appartengono al patrimonio di biodiversità presente in queste 33 aree (di cui 23 visitabili) che oggi, dopo oltre 25 anni di interventi, coprono una superficie complessiva di 213 ettari, a cui vanno aggiunti gli 81 ettari di boschi igrofili e 24 km di fasce tampone.
“È sorprendente come solo dopo un anno dalla fine dei lavori di realizzazione di nuove zone umide, si siano censite centinaia di specie animali e vegetali, alcune anche a rischio di estinzione. È la forza della biodiversità. Macroinvertebrati, specie erbacee, uccelli, farfalle, libellule, un insieme di organismi viventi che rappresentano una vera e propria ricchezza. Talvolta il suo valore è sottovalutato. Ma dalla biodiversità dipende la vita dell’uomo”. Lo ha ribadito il presidente di Acque Risorgive Federico Zanchin, intervenendo mercoledì 30 settembre al convegno, organizzato nell’ambito del 4^ festival dell’acqua promosso dal comune di Mirano, che ha riunito esperti, ingegneri, architetti, paesaggisti, pianificatori, dottori agronomi e forestali per fare il punto sull’efficacia delle soluzioni basate sulla natura (NBS) per la gestione dei corsi d’acqua come generatori di biodiversità. E che ha visto anche la presenza dell’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini.

In oltre 25 anni il Consorzio di bonifica ha riqualificato 57 km di canali con modalità di intervento ispirate ad un approccio sostenibile e integrato, come la “manutenzione gentile” che, garantendo la sicurezza idraulica, consente il mantenimento degli ecosistemi presenti nei fiumi.
Per fare alcuni esempi, in aree umide realizzate da Acque Risorgive, a un solo anno dalla fine dei lavori, sono state censite: 52 specie di macroinvertebrati (scolo Vernise a Sant’Alberto); 137 specie erbacee (zona umida Rusteghin a Mogliano Veneto); 54 specie di uccelli (Parco delle Giare di Mira); 21 specie di farfalle (zona umida di Zero Branco); 12 specie di libellule: dal primo al secondo anno, si è passati da 2 a 12 specie (zona umida di Peseggia). Tra le specie presenti ce ne sono alcune a rischio estinzione e che, proprio grazie al lavoro del Consorzio, oggi trovano ospitalità in queste aree.
Nell’occasione è stato presentato il libro che raccoglie storia e caratteristiche delle aree così recuperate. Nel volume, 136 pagine con un ricco corredo fotografico, dopo una mappa delle aree di interesse naturalistico, spazio alla biodiversità, ai dati relativi alle zone umide realizzate da Acque Risorgive, agli ambienti, piante e animali. Il testo è frutto di un gruppo di lavoro composto da Carlo Bendoricchio, Paolo Cornelio, Marco Cossu, Bruna Gumiero, Ugo Peruch, Katia Signori, Piero Zanette e Bruno Boz, e può essere richiesto al Consorzio di bonifica.
