Sistemi informatici inefficienti, carenza di personale per le visite d’idoneità e la necessità di potenziare la raccolta di plasma: sono queste le criticità emerse durante la 74° Assemblea di Avis Provinciale, svoltasi presso l’Istituto Algarotti di Venezia.
I dati ufficiali del 2025 evidenziano una flessione generale del sistema trasfusionale veneziano, con 41.923 donazioni totali rispetto alle 43.160 dell’anno precedente (-2,87%).
Il calo più significativo riguarda il sangue intero, che passa da 35.603 a 34.066 sacche, segnando una contrazione del 4,32%. In controtendenza, invece, la plasmaferesi, che registra un incremento del 4,57% con 7.410 donazioni effettuate.
Nonostante la provincia vanti 26.000 donatori attivi, l’autosufficienza non è costante, nel corso del 2025 è stato necessario richiedere circa 400 sacche da altre province per sopperire a carenze stagionali, specialmente durante i mesi estivi e i picchi influenzali invernali.
L’associazione ha individuato tre ostacoli tecnici che limitano l’efficienza della raccolta e sui quali viene richiesto un intervento strutturale:
- Sistemi informatici: Il nuovo software di prenotazione ha presentato disservizi che hanno condizionato l’afflusso dei donatori, rendendo necessario un potenziamento straordinario delle segreterie telefoniche per gestire gli appuntamenti.
- Raccolta del plasma: Per incrementare l’autosufficienza nei farmaci salvavita e ridurre i costi di acquisto dall’estero, Avis segnala la necessità di aumentare il numero di macchinari per la plasmaferesi e di estendere le aperture dei centri ai pomeriggi e alle domeniche.
- Visite d’idoneità: La carenza di personale rallenta l’ingresso di nuovi volontari. Dai dati emerge che solo il 10% dei donatori usufruisce dei permessi lavorativi previsti per legge; la maggior parte richiede dunque la possibilità di effettuare visite e donazioni nei giorni festivi o in fasce orarie compatibili con i nuovi ritmi di vita.
L’attività di Avis Provinciale di Venezia si poggia su una rete composta da 43 sezioni comunali, 10 centri di raccolta ospedalieri e 17 centri territoriali dedicati alle raccolte domenicali. L’obiettivo per il 2026 resta la stabilizzazione del numero di donazioni annue (quattro per gli uomini, due per le donne in età fertile) per garantire la copertura del fabbisogno sanitario locale.
