Una sinergia tra Acque Risorgive e 13 aziende agricole del comprensorio consortile ha permesso di creare 35 chilometri di siepi, di trasformare 3.500 metri quadri in piccoli boschi, di realizzare un’area umida a Marghera, tutelando l’avifauna, anfibi e piccoli rettili. Si tratta di 28 interventi inseriti nel Progetto Collettivo Agroambientale che il Consorzio di bonifica ha portato al termine nei giorni scorsi insieme all’Associazione temporanea di scopo per tradurre in realtà un piano di investimenti ecologici a tutela di ambiente e biodiversità. Il progetto è stato realizzato grazie a finanziamenti per 450 mila euro assegnati dalla Regione Veneto attraverso le misure del Complemento per lo sviluppo rurale (Csr) 2023-2027.
“Il nostro compito, nel ruolo di capofila dell’Ats che ha incluso 10 realtà agricole del veneziano, 2 del padovano e 1 del trevigiano – spiega il direttore Carlo Bendoricchio – è stato quello di guidare le aziende sia in fase progettuale che realizzativa contribuendo, insieme alle organizzazione di categoria (che ringraziamo per la collaborazione fornita), agli aspetti burocratici e amministrativi”.
L’iniziativa ha permesso la creazione di oltre 35 chilometri di siepi e fasce tampone, consistenti in filari di alberi e arbusti inseriti in aree inerbite ampie sei metri, collocate strategicamente ai margini dei campi coltivati o lungo i corsi d’acqua aziendali. Questo sforzo collettivo ha portato inoltre alla rinaturalizzazione di 2 chilometri di fossati caratterizzati da un flusso continuo di acqua, alla piantumazione di boschetti su 3.500 metri quadrati.
Particolarmente significativa è la creazione di un’area umida di oltre 1.000 metri quadrati, realizzata a Marghera, nel comune di Venezia, in prossimità della rotatoria dove inizia la SS Romea, alimentata da un fosso aziendale rinaturalizzato che deriva l’acqua dal canale consortile Fondi a Nord.
Oltre alla componente vegetale, il progetto ha dedicato particolare attenzione all’avifauna con l’installazione di 38 nidi artificiali e alla nidificazione di anfibi e piccoli rettili con la realizzazione 180 metri quadrati di muretti a secco. Tra le soluzioni più innovative spicca il posizionamento di bat box per pipistrelli, preziosi alleati naturali nel contrasto alla diffusione della zanzara tigre.
Le opere, progettate nel 2024 e messe a dimora tra la primavera e l’estate del 2025, hanno superato positivamente il collaudo tecnico di AVEPA negli ultimi mesi del 2025.
“Spetterà agli agricoltori coinvolti nel progetto – conclude Bendoricchio – occuparsi della manutenzione costante di queste nuove infrastrutture verdi e, a partire dal corrente anno, promuovere una serie di iniziative di divulgazione in campo per condividere con la cittadinanza i risultati e i benefici ambientali ottenuti”.
