La nomina di 65 nuovi primari, l’arrivo della facoltà di medicina a Venezia e corsi specifici come tecnica della riabilitazione psichiatrica, tre case della comunità e la centrale regionale del 116 e 117 e in futuro quella del 112 sono alcuni degli obiettivi portati a termine in questo quinquennio dal Direttore dell’Ulss3 Edgardo Contato e raccolti in un diario di mandato che ripercorre le tappe di «un cammino ricco di insidie ma pieno di soddisfazioni» come sottolinea il direttore alla fine del suo mandato. Dal primo marzo Contato andrà in pensione.
In una città unica al mondo, anche il luogo della cura non può essere ordinario e l’Ospedale Civile ne è la dimostrazione. «Investire su questo patrimonio è stata una scelta di civiltà», spiega il Direttore, ricordando come il supporto amministrativo sia stato fondamentale per il recupero della Scuola Grande di San Marco, risanando una ferita che restava aperta dagli anni ‘90. Per tutelare questa eredità senza gravare sul Servizio Sanitario Nazionale, che per legge deve essere destinato esclusivamente alle cure, è stata istituita la Fondazione dell’Ospedale. Uno strumento strategico che permette di valorizzare i beni culturali attraverso sponsorizzazioni e collaborazioni internazionali.
Un esempio concreto è il legame con la Biennale d’Arte: grazie alla Fondazione, alcuni padiglioni (come quello della Repubblica del Congo e Repubblica del Kosovo) sono ospitati negli spazi ospedalieri. Il ricavato di queste locazioni viene reinvestito direttamente nella manutenzione delle opere, trasformando l’ospedale in un luogo d’arte vivo che si auto-sostiene.
L’attenzione all’utenza da parte del personale ospedaliero con empatia e gentilezza è l’altro risultato di cui Contato va soddisfatto. Un’attenzione che si manifesta in una strategia che punta a dare «il giusto nel momento giusto» e permettendo all’ospedale di Mestre di ricevere il riconoscimento come miglior ospedale anche dal punto di vista dell’attenzione ai bambini.
Dalla gestione delle grandi emergenze come il Covid-19 o della tragedia del bus precipitato a Mestre fino alla medicina di prossimità sul territorio, il bilancio di questi cinque anni – afferma Edgardo Contato – consegna alla comunità una sanità veneziana più solida, moderna e profondamente umana.
Giulia Arcangeli
