Venerdì 12 settembre si è svolta a Venezia la decima edizione della Cena di vicinato in Seco Marina nel sestiere di Castello. Dal 2017 una volta l’anno e dopo la pandemia due volte l’anno gli abitanti della zona si ritrovano per cenare insieme, ma anche per cantare e ballare.
L’iniziativa che vede di anno in anno crescere la partecipazione, quest’anno si è arrivati a cento persone, è segno che a Venezia si vuole resistere e, non scontato, creare e curare relazioni tra le persone. Famiglie, anziani, universitari hanno dimostrato che la caratteristica della città, quella cioè di non avere zone caratterizzate da un unico ceto sociale, non è tramontata.
In un’epoca in cui le relazioni spesso si consumano dietro uno schermo avere persone che familiarizzano e condividono il cibo preparato da ciascuno è una formula vincente. Quest’anno poi il gruppo ha proposto di raccogliere i fondi necessari per restaurare un antico capitello ubicato proprio nei pressi di dove si è consumata la cena. La festa ha visto partecipe anche la Società di Mutuo Soccorso fra Carpentieri e Calafati che ha messo a disposizione l’illuminazione della lunga tavolata e gli Anziani di Castello Est che hanno prestato i tavoli e le sedie.
Sulla scia di queste iniziative un gruppo universitario che sta proponendo progetti per il complesso di S. Anna ha promosso un’altra cena a base di polpette fatte secondo le ricette delle signore della zona e il 20 settembre nel chiostro dell’ex convento saranno fatte degustare.
Fabrizio Fiori
