Sabato 18 aprile la Casa Studentesca Santa Fosca ha aperto i propri spazi alla cittadinanza per la quarta edizione dell’evento “Santastorie – una casa aperta al racconto e all’incontro”, con l’obiettivo di far conoscere Casa Santa Fosca, la sua storia e la sua missione, e renderla luogo di relazione ed incontro con altre realtà veneziane, quest’anno in particolare realtà artigiane e associative, creando uno spazio di narrazione reciproca. Tema della giornata è stato quello del viaggio, declinato a modo proprio da ciascuno stand.
Con la caorlina più antica, quella dei frati. Il viaggio in una città come Venezia non può che essere per mare, e dunque l’associazione Soralai ha raccontato la tipicità delle imbarcazioni a remi della laguna, le loro peculiarità e la custodia di cui si fanno portatori attraverso il quotidiano utilizzo, permettendo ai partecipanti anche di salire e lasciarsi trasportare sulle barche portate per l’occasione. Tra queste, presente anche la caorlina dei frati cappuccini del Redentore, la più antica ancora in uso. A completare il quadro, Piero Dri, il Forcolaio Matto, che ha illustrato l’eleganza di alcune sue creazioni e raccontato la sua arte.
Viaggio orientato da una luce che guida e illumina la via è stata la lettura del tema da parte di Michela Bortolozzi, artigiana di RelightVenice, che ha proposto ai presenti un laboratorio di creazione di candele, accompagnato da una riflessione su ciò che ogni ricordo materiale di un viaggio rappresenta.
I più piccoli hanno avuto uno spazio loro dedicato, in cui l’autrice ed illustratrice per l’infanzia Maria Gianola ha proposto una lettura animata ed un laboratorio di disegno intendendo il viaggio come percorso di crescita e di scoperta di sé e degli altri.

Anche gli studenti stessi si sono fatti carico di uno stand: un laboratorio di pittura libera in cui il viaggio era rappresentato da una vela bianca dove ciascuno poteva esprimere liberamente la propria creatività, accompagnato dalla possibilità di stampare il logo della giornata su una maglietta cimentandosi nell’utilizzo di una macchina serigrafica.
Il diario di bordo con l’angolo preferito di Santa Fosca. Sempre gli studenti sono stati i protagonisti di un’installazione artistica visitabile durante il momento di aperitivo: un grande “diario di bordo” in cui ciascun santafoschino ha raccontato graficamente il proprio angolo preferito della città. Ogni pagina è stata poi collegata ad uno dei luoghi simbolo del dell’esperienza di Santa Fosca, cappella dei Lucchesi.
La giornata si è conclusa con un “mare di musica”, un concerto dal vivo presso il chiostro della Casa Studentesca, in cui accanto alla band santafoschina Caesar Salad si sono esibiti Calafati e Rolling Carpets, band emergenti del territorio.
Il Santastorie è ormai parte della storia di Santa Fosca, espressione della sua identità familiare ed accogliente, dell’identità di Venezia, città dai mille volti e che non si smette mai di conoscere, dell’identità di chi ci è nato ed autenticamente la vive e di chi, come gli studenti della Casa, la sceglie ed altrettanto autenticamente la abita. Pertanto quello di sabato non è stato solo un modo diverso per trascorrere una giornata di sole, il Santastorie è molto di più: è occasione per creare un tessuto cittadino, estendere il concetto di Casa alla città intera e soprattutto rispondere alla vocazione prima di Santa Fosca, quella di mettere la persona dello studente al centro: al centro della propria esperienza da fuorisede nella città che sceglie di abitare.
