Un nuovo organo per San Marco: la Procuratoria ne ha illustrato il progetto (nella foto di apertura in un rendering) durante un incontro, martedì 10 febbraio in sala Sant’Apollonia a Venezia. Un intervento di grande rilievo culturale, musicale e liturgico, concepito nel rispetto della storia secolare della Basilica, delle sue peculiari e complesse esigenze liturgiche e della sua vita celebrativa contemporanea.
Il progetto segna anche un momento di eccezionale importanza nel panorama musicale ed artistico italiano e internazionale.
Presenti il Patriarca Francesco, il Primo Procuratore di San Marco Bruno Barel, il Primo Organista della Basilica Alvise Mason e i maestri organari delle ditte incaricate dell’opera, Philipp Klais e Francesco Zanin, è stato inoltre ufficialmente siglato l’accordo per il nuovo organo tra la Procuratoria di San Marco e le ditte Johannes Klais Orgelbau di Bonn e Francesco Zanin Organi di Codroipo (Udine).
Il progetto prevede la realizzazione di quattro sezioni strumentali, posizionate in punti strategici della Cattedrale per un’esperienza acustica a 360°: l’Organo Principale sulla cantoria in Cornu Evangelii; una sezione solistica nella cantoria in Cornu Epistulae; due ulteriori sezioni nei bracci del transetto.

Questa distribuzione consentirà una raffinata spazializzazione del suono, capace di avvolgere l’ascoltatore e di coinvolgerlo direttamente con registri dotati di caratteristiche timbriche e dinamiche differenti in ogni area della Basilica, in un dialogo sonoro continuo tra i diversi corpi d’organo. Una soluzione che riprende, in chiave contemporanea, l’intuizione dei grandi compositori veneziani del passato e che permette oggi un’esperienza sonora, perfettamente integrata nello spazio architettonico, in modo visivamente armonioso.
Il progetto garantisce inoltre il massimo rispetto del delicatissimo ambiente musivo della Basilica, il cui manto ricopre integralmente volte e pareti: la collocazione e la progettazione dei nuovi strumenti sono state studiate dalla Procuratoria per valorizzare la bellezza esistente, senza alterarla o esporla a rischi, in costante dialogo con la Soprintendenza di Venezia, che sta seguendo l’intero percorso progettuale, offrendo una preziosa e costante collaborazione. A questo proposito sono già stati svolti alcuni test acustici a cura del Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura dell’Università di Udine.
Elemento centrale dell’intervento è anche la ricostruzione e il ripristino in maniera indipendente di uno dei due organi storici di Gaetano Callido, la cui voce autentica manca da oltre un secolo, con l’obiettivo di tornare alla storica prassi esecutiva “a due organi” come avveniva per secoli nella Basilica. Tale pratica dei due cori – famosa per le composizioni di Gabrieli, Monteverdi, Lotti e Galuppi – sopravvive ancora oggi grazie alla Cappella Marciana diretta da Marco Gemmani, nonostante il sostegno di un solo organo.
«La musica sacra è patrimonio immateriale della Basilica di San Marco da secoli – sottolinea il Primo Procuratore Bruno Barel – e la Procuratoria intende consolidare questa alta tradizione anche nei secoli a venire. Un nuovo organo è ponte fra passato e futuro, è voce della Basilica e messaggio di fede cristiana».
La Basilica di San Marco è infatti universalmente considerata la culla della musica policorale occidentale, dove si sviluppò la storica prassi dei doppi organi e dei cori battenti. Nei secoli, organi di grande valore hanno accompagnato le funzioni liturgiche e la produzione musicale sacra, generando capolavori che hanno segnato in modo indelebile la storia e l’evoluzione della musica fino ai nostri giorni.
Nel corso del XX secolo, tuttavia, numerosi interventi tecnici e trasferimenti di strumenti non sempre hanno valorizzato appieno il diversificato patrimonio organario della Basilica. Oggi, con grande rispetto per la storia, si restituisce pienamente alla Basilica una funzione vitale ed essenziale, per la liturgia e per la musica sacra, in un grande progetto unitario, coerente e rispettoso del suo contesto storico e monumentale.
Come rileva il Patriarca Francesco, intervenendo alla presentazione e riflettendo sulla ragione di fondo dell’intervento promosso dalla Procuratoria: «Per noi la Basilica è soprattutto questo, il luogo dove la comunità cristiana si incontra e compie l’atto più alto, quello di lodare Dio. E se la parola è la caratteristica fondante l’uomo, il canto appartiene da sempre alla comunicazione umana e nella comunità cristiana il canto sacro è il canto liturgico. L’organo a canne, in questo senso, deve essere tenuto in grande onore come strumento musicale tradizionale, come re degli strumenti musicali per la musica liturgica. Il suo suono è in grado di aggiungere splendore notevole alle cerimonie e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle realtà celesti».
L’organo aiuta a pregare, prosegue mons. Moraglia: «E la Basilica, che è conosciuta nel mondo come luogo d’arte per i suoi mosaici e i suoi preziosi tesori, è soprattutto il luogo dove la comunità cristiana si incontra e prega. Quindi – prosegue il Patriarca – la musica sacra è finalizzata, per il cristiano e la comunità cristiana, a dare gloria a Dio e la musica è tanto più santa quanto più strettamente si sa unire ed esprime il mistero contenuto nella liturgia. Lo dico scandendo queste parole perché siamo in un’epoca in cui molte volte invece il mistero sembra funzionale all’arte del canto, della melodia, del suono…».
E infine, per sottolineare ancora il rilievo della realizzazione del nuovo organo in San Marco, mons. Moraglia cita un passaggio del famoso Discorso di Ratisbona, pronunciato dal Papa Benedetto XVI: «L’organo con la sua grande varietà di timbri riprende tutti i suoni della creazione e dà risonanza alla pienezza dei sentimenti umani, dall’intimo alla gioia, dal piano al fortissimo travolgente. L’organo trascende la sfera puramente umana, divenendo strumento di elevazione capace di unire le realtà terrene a quelle divine».
Il progetto fonico del nuovo organo è del Maestro Alvise Mason che si avvale della collaborazione di una commissione internazionale di altissimo profilo, composta da: Winfried Bönig, organista titolare della Cattedrale di Colonia; Jean-Baptiste Monnot, organista titolare della Cattedrale di Saint-Ouen a Rouen; Martin Baker, già organista titolare di Westminster Abbey e Master of Music alla Westminster Cathedral; Michele Vannelli, Maestro di Cappella della Basilica di San Petronio a Bologna, esempio emblematico di conservazione di due antichi organi e prassi a cori battenti. Una commissione che accompagnerà il progetto in ogni sua fase, conferendogli autorevolezza scientifica, musicale e liturgica di livello internazionale.
«Il nostro intento – sottolinea Alvise Mason, Primo Organista della Basilica – è consegnare e restituire ai fedeli e alla Basilica un suono che valorizzi il patrimonio musicale marciano e lo proietti in una nuova stagione. Uno strumento pensato prima di tutto per la vita liturgica quotidiana della Basilica al servizio della comunità: uno strumento di evangelizzazione, bellezza e coinvolgimento spirituale ma anche un dono alla Città di Venezia che consentirà l’esecuzione di un più ampio repertorio organistico».
