Con queste poche parole sui social, cariche di affetto, stima e gratitudine, gli astrofili veneziani hanno comunicato il dolore per la scomparsa di Enrico Stomeo, già presidente del sodalizio, mancato nei giorni scorsi all’età di 79 anni. Enrico è stato la figura di riferimento della scienza meteorica amatoriale italiana: «Un ricercatore — ricordano in un comunicato gli astrofili italiani — capace di abbracciare ogni ambito di questa disciplina con competenza, curiosità e grande passione. Chiunque si sia avvicinato al mondo delle meteore, prima o poi, ha inevitabilmente incontrato il suo nome, i suoi lavori, il suo esempio e la sua cordiale disponibilità. Era facile incontrarlo ai meeting e ai congressi nazionali, ai quali partecipava sempre con grande entusiasmo».
Nell’ambito dell’Unione Astrofili Italiani è stato il vero artefice della nascita e della crescita della Sezione Meteore, che ha guidato e accompagnato per oltre quarant’anni. Una presenza costante, discreta ma fondamentale, capace di costruire una comunità scientifica fatta di osservatori e ricercatori che condividevano la stessa passione. Anche quando, nell’ultimo anno, la malattia lo aveva costretto a fare un passo indietro, Enrico non aveva mai smesso di esserci.
Il suo contributo alla ricerca meteorica italiana è stato immenso: dalla costruzione e dal coordinamento delle reti osservative all’analisi dei dati, dalla creazione di un nutrito database su meteore e bolidi fino alla costante collaborazione con l’International Meteor Organization e alla pubblicazione di risultati scientifici riconosciuti a livello internazionale. Il suo lavoro ha rappresentato una vera colonna portante per il settore.
«Ma ridurre tutto ai risultati scientifici sarebbe limitante — ricordano gli amici — Enrico è stato soprattutto un costruttore di comunità, trasformando una passione individuale in un patrimonio condiviso». Questa sua capacità è emersa chiaramente non solo nell’ambito delle meteore: fin dagli anni ’70 è stato un attivo osservatore del cielo, impegnandosi su molti fronti, dai pianeti alle comete fino all’astrofotografia. È passato dall’esperienza visuale alla fotografia classica fino alle più moderne tecniche digitali, applicate ai massimi livelli proprio nello studio delle meteore.
La sua grande passione lo ha spinto con vigore anche verso la divulgazione, con conferenze e serate di osservazione pubblica organizzate con l’Associazione Astrofili Veneziani, fino alla realizzazione del Planetario installato al Lido di Venezia, interamente costruito da alcuni soci dell’AAV. L’attività della struttura è rivolta ancora oggi con successo sia alla cittadinanza sia alle scuole.
Lorenzo Mayer
