Domenica 28 settembre, alle ore 16, in occasione dell’Open day della scuola materna parrocchiale Isidoro Barbon di Burano, si terrà l’inaugurazione e la benedizione del nuovo asilo nido integrato e del cortile recentemente restaurato. Un servizio in più in favore delle famiglie dell’isola, che “gira in positivo” il problema dello spopolamento dell’isola. Lo spiega il parroco di San Martino, don Antonio Senno: «A causa dello spopolamento, abbiamo recentemente perso una sezione di scuola materna. Come comitato organizzativo, ci siamo interrogati su come impiegare gli spazi rimasti. La scelta di aprire un asilo nido per bambini da 1 a 3 anni nasce dunque sia da una necessità pratica, sia dalla volontà di dare un monito di speranza e futuro alle famiglie che decidono di crescere i propri figli a Burano».
Presso la scuola esisteva già un ambiente dedicato ai più piccoli, lo “spazio cuccioli”, ma il nido comporta indubbiamente dei vantaggi: «Lo spazio cuccioli – prosegue il parroco – offriva un servizio limitato a poche ore, mentre l’asilo nido garantisce un orario completo, offrendo un sopporto concreto alle famiglie. Inoltre, mentre lo spazio cuccioli non riceve finanziamenti, l’asilo nido beneficia dei contributi della Regione Veneto».
Il nido avrà una capienza di 16 posti e in totale la scuola avrà quasi 40 bambini iscritti: «Alla materna sono iscritti 25 bambini, mentre al nido 12, con una capienza totale di 16 posti. Stiamo cercando di promuovere l’iniziativa anche verso il litorale di Cavallino-Treporti, per favorire l’iscrizione di bambini i cui genitori lavorano nell’isola», aggiunge don Antonio che descrive poi l’intervento di restauro del cortile della scuola materna che sarà presentato nel corso dell’Open Day di domenica: «Il cortile è stato completamente rinnovato. Nel 2008 erano state installate delle lastre di gomma che, deteriorandosi, rendevano difficile la pulizia e il gioco. Abbiamo rimosso il pavimento e riverniciato la superficie con una tinta antiscivolo, in modo tale da rendere lo spazio più sicuro e funzionale. Questo servizio – conclude – rappresenta un atto di fiducia e speranza per il futuro: non si tratta soltanto di un traguardo educativo, ma di una vera e propria scommessa per mantenere viva l’isola e sostenere concretamente chi sceglie di crescere i propri figli qui».
Matteo Bon

