Assisi si prepara ad accogliere una pacifica «invasione» di colori e speranza. Da venerdì 17 a domenica 19 aprile, il Patriarcato di Venezia promuove un pellegrinaggio diocesano dedicato ai preadolescenti delle scuole medie. Sono già iscritti in 1.700, tra ragazzi, accompagnatori, seminaristi e membri di alcuni cori della Diocesi, pronti a vivere un’esperienza di fede e condivisione nel cuore dell’Umbria. E ci si può ancora iscrivere.
Il filo conduttore della tre giorni è racchiuso nel titolo “Pietre vive”. Il riferimento è al celebre episodio del Crocifisso di San Damiano che parla a Francesco, chiedendogli di «riparare la sua casa». Per i ragazzi tra gli 11 e i 14 anni, Assisi diventa così un laboratorio a cielo aperto dove riscoprire il proprio ruolo all’interno della comunità cristiana, non come spettatori, ma come mattoni fondamentali e pulsanti della Chiesa di oggi.
Un percorso tra storia, arte e santità. Il programma alterna momenti di gioco, attività di gruppo e la visita a dieci luoghi simbolo della città. I pellegrini saranno accompagnati personalmente dal Patriarca Francesco, che guiderà le riflessioni nei siti legati a tre figure esemplari: San Francesco, Santa Chiara e il “novello” San Carlo Acutis.
Proprio la figura di Acutis, così vicina al linguaggio e alla sensibilità dei nativi digitali, rappresenta un ponte ideale per comunicare il Vangelo ai giovanissimi. In un anno particolarmente significativo, che segna gli 800 anni dalla morte del Poverello, le comunità di frati e suore locali apriranno le porte dei santuari per testimoniare una radicalità evangelica ancora attuale.
Una rete educativa per la pace. Il pellegrinaggio non è un evento isolato, ma il frutto di una stretta collaborazione tra diversi uffici diocesani (Catechesi, Pastorale Giovanile e Insegnamento della Religione). L’obiettivo è affiancare i ragazzi in una fase della crescita delicata e preziosa, offrendo stimoli culturali e spirituali in una cornice di rara bellezza.
«La presenza di adulti e giovani attorno ai ragazzi — spiegano gli organizzatori — è il segno visibile della cura delle persone, il tesoro più grande che Dio ci affida». In un mondo frammentato, il cammino verso Assisi vuole essere anche un segnale di pace possibile, dove le differenze di ciascuno non sono barriere, ma ricchezze da far fiorire per il bene comune.
