Se le si chiede qual è il segreto della sua longevità, risponde che è stato il lavorare sempre fin da piccola quando a dieci anni, per aiutare la famiglia, andava dai contadini vicini per fare dei lavoretti; oppure quando andava a raccogliere il radicchio selvatico nei campi con ai piedi le “sgalmare”, zoccoli con la suola di legno ricoperti di cuoio in cui la mamma metteva un po’ di paglia per farla stare al caldo.
Emma Pelosato Melato è la mirese più anziana: mercoledì 7 gennaio compirà 107 anni. Nata nel 1919 a Oriago, dove è sempre vissuta. In un’intervista a GV due anni fa ricordava quando, da bambina, andava a pescare le “moeche” poco lontano da casa e poi, ancora prima, i tempi dell’asilo dalle suore che insegnavano belle poesie e organizzavano delle recite con caramelle e mandarini come premio. Poi i giochi con le amiche come quello dei bottoni, sottratti di nascosto alle mamme: veniva tracciata per terra una linea e chi si avvicinava di più vinceva tutti i bottoni.
Poi, verso i 14 anni, volendo essere di aiuto alla sua famiglia, si era trovata un lavoro a Venezia presso l’albergo ristorante Seguso alle Zattere, dove iniziò in cucina per poi rendersi sempre più utile: la chiamavano “la pastorella” per via delle trecce che portava. Sempre gentile e attenta ai clienti, veniva salutata con deferenza da questi anche quando la incontravano per le calli “togliendosi il cappello”, precisava Emma con una punta di soddisfazione. Quindi l’incontro col suo Rinaldo che non perdeva una festa, una domenica, per andare a salutarla. Quindi il matrimonio a 27 anni, due figli, sempre tanto lavoro, e una vita serena che le ha permesso di valicare agevolmente il secolo, fino ai 107 dei prossimi giorni.
Ma due giorni prima, il 5 gennaio, c’è un altro compleanno straordinario: i 104 anni di Armida Rossetto Ceoldo. Quarta di cinque figli, intelligente, curiosa e con un’ottima memoria, da ragazzina Armida desidera molto studiare; ma i genitori, secondo il costume di allora, non le consentono di andare oltre la quinta elementare. Poi al lavoro: a 12 anni è già commessa, a Noventa Padovana, in un negozio di generi alimentari; poi si trasferisce a Gambarare e infine in un negozio di mercerie a Mira centro. Molti la ricordano come una lavoratrice ligia, competente, seria, puntuale, gentile e, appunto, paziente.
Ma anche nella gestione della famiglia è molto organizzata: insieme al marito fa sì che i cinque figli possano formarsi adeguatamente, proprio come lei avrebbe voluto per sé: così tutti si diplomano e uno anche si laurea.
«La mamma – così la descrive la figlia Chiara – è una donna mite, buona, bella, cammina con l’aiuto del bastone, è ancora autonoma nell’igiene personale, prega molto, gioca a carte, legge, guarda la tv. Non assume ancora oggi nessuna medicina, è sempre felice se la accompagnano a Messa e gioiosa nell’incontrare le persone, specie i suoi nipoti e pronipoti. Il 5 gennaio la festeggeremo con un bel pranzetto, torta, candeline e soprattutto sarà circondata dell’affetto di noi figli, degli otto nipoti e dei sei pronipoti». Auguri e complimenti a Emma e ad Armida anche da tutto il team di GV! (G.M.)
