Passaggio di consegne tra urologi all’Ospedale Villa Salus: il dott. Daniele D’Agostino, responsabile del servizio di Urologia avviato nel 2021, pur continuando la sua collaborazione con l’Ospedale mestrino consegna la direzione al dott. Francesco Montebelli, già suo stretto collaboratore in sede.
Il team di professionisti rappresenta infatti da anni un punto di riferimento di eccellenza nelle patologie urologiche e in particolare negli interventi mini-invasivi per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna che oggi può essere affrontato in modo efficace grazie all’utilizzo della tecnologia Aquabeam, unicità nel Veneto a disposizione dell’Ospedale Villa Salus che per questo è diventato il punto di riferimento nazionale con corsi di formazione per urologi provenienti da tutta Italia.
Si tratta di una tecnica computerizzata e personalizzata che si serve di immagini ecografiche, citoscopiche e un getto d’acqua senza calore per fornire un sollievo duraturo con bassi tassi di complicazione. Un intervento mini-invasivo e che presenta importanti vantaggi per la qualità della vita dell’uomo nel suo complesso: oltre a risolvere i sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna (una patologia che coinvolge quasi il 100% della popolazione maschile over 50 con diversi livelli di gravità) permette di conservare per 9 pazienti su 10 le funzionalità sessuali (l’eiaculazione) che invece con gli interventi tradizionali vengono definitivamente sacrificate. I vantaggi sono molteplici anche per la tempistica di ritorno alle attività quotidiane (entro una settimana il paziente torna a casa senza tagli, cicatrici o cateteri).
Lo staff guidato in questi anni dal dott. D’Agostino, che continuerà a collaborare con Fondazione Villa Salus, risulta essere ad oggi il team con maggiore esperienza a livello nazionale in questo intervento, il centro numero 1 della Ulls3 per numero di interventi di patologia benigna e nella top ten della Regione Veneto.
“E’ una tecnologia – spiega il dott. Montebelli – che proviene dagli Stati Uniti e che lì è considerata ampiamente il sistema più diffuso per intervenire contro l’ipertrofia prostatica benigna. Molto usata in Inghilterra e Germania. In Italia ancora poco nota. Spesso però questa scarsa conoscenza si abbina anche a una generale tendenza della popolazione maschile a sottovalutare l’importanza della prevenzione. Se per il tumore alla mammella si fa molta sensibilizzazione sulle donne purtroppo non è così per la salute maschile”.
