Nella serata di ieri si è dovuto registrare, al Pronto Soccorso di Mestre, un nuovo episodio di violenza verbale e fisica contro la struttura e gli operatori: ne è stato protagonista un utente tossicodipendente che, anche per il suo stato alterato, ha dato in escandescenze, ed ha preso di mira gli arredi, provocando momenti di tensione e danneggiando una barella e alcune delle sedie del servizio.
A fronte di questo accesso d’ira, e a fronte dei gesti agiti dal soggetto, una delle guardie giurate in servizio al Pronto Soccorso è intervenuta prontamente: colpita al torace mentre interveniva per riportare l’ordine, è dovuta in seguito ricorrere alle cure del Pronto Soccorso.
A suo supporto sono subito intervenuti le forze di Polizia della postazione in Pronto Soccorso; una volante è giunta come ulteriore aiuto per la gestione dell’episodio.
Reso inoffensivo e trattenuto in Pronto Soccorso per alcune ore, il soggetto violento è stato arrestato e condotto presso la Questura, e subirà, secondo le normative, il processo immediato per gli atti compiuti.
La guardia giurata ha trascorso la notte in Pronto Soccorso, in regime di Osservazione Breve Intensiva: ha ricevuto una pesante colpo al petto, con le conseguenze relative, e salvo complicazioni verrà dimesso in giornata con una prognosi di 7 giorni.
“Ancora violenza in un Pronto Soccorso veneto, stavolta all’ospedale di Mestre. Siamo di fronte a un fenomeno di inciviltà che non ha giustificazioni perché violare un luogo dove si curano malati è una delle peggiori azioni possibili”.
Con queste parole, il Presidente della Regione Luca Zaia condanna l’ennesimo episodio di violenza in una struttura sanitaria.
“Rivolgo la mia solidarietà – aggiunge Zaia – a tutti gli sfortunati protagonisti di questa deprecabile vicenda: alla guardia giurata con l’augurio di pronta guarigione, a tutto il personale del reparto e alle persone presenti in attesa che hanno dovuto vivere momenti di comprensibile paura. E’ indegno – prosegue il Governatore – che dove si eroga salute ai cittadini si svolgano vicende assurde come questa, e come varie altre accadute, tanto per citarne due recenti, nel veronese e a un equipaggio del 118 aggredito nel trevigiano da un paziente che stava soccorrendo a domicilio”.
“Oltre a sempre più capillari forme di prevenzione – conclude Zaia – è anche necessario che la punizione per i responsabili sia il più dura possibile, in modo da fare anche da deterrente per chi volesse provarci ancora”.