«La retorica degli imprenditori che assumono una donna incinta e poi se ne vantano sui giornali come paladini del miglior “gender balance” (bilanciamento di genere) mi infastidisce proprio. Nella mia azienda in questi anni ho assunto tre donne in gamba sapendo che aspettavano un bimbo e che quasi si sentivano in colpa per questo. Ma a me interessavano loro, le loro competenze e il loro modo di lavorare, non il loro stato di quel momento. E tutte e tre si sono rivelate un ottimo investimento perché oltre che con la competenza hanno ricompensato la mia azienda con ancora maggior dedizione. Non lo abbiamo sbandierato sui giornali. Semplicemente abbiamo guardato alla verità di quelle persone e di noi stessi».
Lo dice Andrea Cruciani, imprenditore perugino del settore informatico, intervenendo lo scorso venerdì presso la parrocchia della Santissima Trinità di Carpendo all’ incontro “La Verità del lavoro e dell’impresa tra puro profitto e azione per il cambiamento”
del ciclo “Cercatori di Verità”. Ciclo aperto a tutti ed animato da don Fabio Longoni insieme ad uno staff di una decina di persone. «La verità non la possiedi, piuttosto è il contrario: ti possiede lei», spiega all’ottantina di persone presenti don Longoni, introducendo sia il ciclo di incontri che la serata dedicata all’economia con l’imprenditore ospite.
Cruciani interagisce con la platea per quasi due ore, presentandosi nella “verità” di sé stesso e del suo fare impresa, non sottraendosi alle domande più difficili. Come quella di Roberto che chiede: «Hai mai mentito ai tuoi dipendenti?». «Mentire mai. Soprattutto nelle crisi che sono un momento importante di verità dove la gente vede le cose con gli occhi con cui è abituata a guardare la realtà, positivamente o negativamente» risponde Cruciani.
Che continua: «Non tutte le persone hanno la capacità di sostenere il peso delle cose più gravi e complicate. Devi fare molta attenzione con i dipendenti, che sono tali proprio perché “dipendono” e che in forza di questo hanno deciso di spostare sull’imprenditore la maggior parte dell’incertezza legata alla vita dell’azienda». Come dire: la verità va detta con prudenza, chiarezza e rispetto.
L’imprenditore di Perugia aggiunge che la sua azienda aderisce all’Economia di Comunione – EdC, nata in casa del movimento dei Focolari per volontà della fondatrice del movimento stesso, Chiara Lubich – che coinvolge in tutto il mondo imprese e imprenditori “impegnati ai vari livelli a promuovere una prassi ed una cultura economica improntata alla comunione, alla gratuità ed alla reciprocità”.
Uno dei principi dell’EdC è quello di dedicare una parte degli utili ai poveri, vissuti come fossero uno degli azionisti dell’impresa. «Tante volte la povertà non è quella materiale – afferma ancora Cruciani – ma quella di chi si è rassegnato e ha perso la fiducia di poter essere utile e di saper fare qualcosa».
Il ciclo “Cercatori di Verità” propone otto incontri, da questo ottobre al prossimo marzo, per quattro temi: economia, comunicazione, educazione, confronto fra religioni. Grande apprezzamento per la modalità con cui sono condotti gli incontri da don Longoni ed il suo staff è venuto proprio dallo stesso Cruciani che alla domanda “tu cosa ti porti a casa da questa serata?” risponde di essere stato colpito dall’approccio «da pensiero laterale, laico, verso temi che in parrocchia di solito non vengono affrontati» insieme «all’essere aperti a vedere le cose in modo diverso, anche con elementi al di fuori della tipica tradizione cristiana». Prossimo incontro del ciclo: venerdì 7 novembre alle ore 20.30.
Fabio Poles
