A ridosso del centro abitato di Dese sta per vedere la luce una nuova area umida, destinata nelle intenzioni del Consorzio di bonifica Acque Risorgive, a diventare un habitat esclusivo per flora e fauna. Si tratta di una superficie di circa 15 mila metri quadrati, di cui 3 mila a monte e 12 mila a valle della località, ovvero due aree alimentate dalle acque del fiume Dese, attraverso alcune brecce ricavate sull’argine. Il progetto ha un valore ecologico importante perché prevede la creazione di due isole nell’alveo del fiume che saranno inaccessibili per l’uomo e quindi habitat ideali per l’insediarsi di specie particolari.
“Fare spazio all’acqua, ampliando ove possibile gli ambiti naturali – spiega Federico Zanchin, presidente di Acque Risorgive esecutore dell’intervento in collaborazione con il Comune di Venezia e finanziato dalla Regione Veneto per circa 522 mila euro della Legge speciale – rientra nella nostra strategia per affrontare le criticità dovute al cambiamento climatico e al consumo del suolo. Interventi come questo a Dese hanno un alto valore ambientale perché contribuiscono anche a migliorare la qualità delle acque che si riversano in laguna”.
Il progetto della nuova area golenale, che sorge nell’ambito del bosco di Mestre, poco distante del nascente Bosco dello Sport, prevede attività di movimentazione terra, e poi di piantumazione. Il Consorzio di bonifica fa sapere che con il terreno proveniente dallo scavo delle nuove aree verrà creato un nuovo argine di conterminazione in continuità con quello esistente lungo il fiume Dese.
