Un cammino di catechesi e adorazione per riscoprire il proprio battesimo, per arrivare a Gesù attraverso Maria. È questa la proposta dei Figli della Luce, un’associazione pubblica di fedeli nata a Macerata, che a partire da inizio ottobre ha promosso un percorso di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, per la prima volta a Venezia, presso la parrocchia dei Carmini, nel sestiere di Dorsoduro.
Cinque incontri di catechesi, indirizzati a scoprire o riscoprire il battesimo, prima da un punto di vista esperienziale e pratico e poi attraverso una catechesi biblica legata al Magistero e alla Tradizione e l’adorazione eucaristica, che culmineranno domenica 9 novembre (ore 16.30) con una Messa solenne presieduta dal Patriarca Francesco Moraglia in Basilica della Salute, durante la quale i partecipanti al cammino compieranno la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria.
«La prima forma di avvicinamento a Gesù che proponiamo a coloro che entrano in contatto con noi è proprio un percorso di preparazione e riscoperta del Battesimo attraverso la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria – spiega don Gianluca Merlini, sacerdote di Macerata che ha portato a Venezia i Figli della Luce –. Come associazione, infatti, siamo chiamati a condividere la vita portando al centro la preghiera e la vita sacramentale, sviluppando un cammino di vita che manifesti la fede e una fede concreta nella realtà del quotidiano».
Un cammino che nell’attività quotidiana conta molte sfaccettature: spirituale, educatica, informativa, kerigmatica, di servizio, che si concretizza anche nella gestione della casa di ospitalità a Soraga, in Val di Fassa: La Lum de Roisc. Inoltre, da qualche anno, al suo interno l’associazione ha accolto alcune vocazioni di consacrazione particolare, generando una realtà di vita consacrata, i Figli del Sacro Cuore di Gesù.
«Nella società cerchiamo di essere piccole gocce che cercano di far essere l’oceano leggermente diverso. Ovunque siamo cerchiamo di portare con entusiasmo quanto cerchiamo di vivere nella nostra vita» continua don Merlini.
«Speriamo che da questo piccolo seme gettato a Venezia nasca un arbusto forte e duraturo. Ci auguriamo che le persone possano ritrovarsi intorno all’Eucaristia e scoprano nuovamente nella figura della Vergine Maria colei che davvero può farci rinnamorare in modo pieno della Bellezza e della Gioia di Dio».
Andrea Maurin
