Venezia si prepara a riabbracciare la figura di Albino Luciani, il «Papa del sorriso» che per oltre otto anni guidò la Chiesa veneziana come suo 77° Patriarca. Sabato 21 febbraio, alle ore 11, presso la Scuola Grande San Teodoro in campo San Salvador, verrà inaugurata la tappa lagunare della mostra itinerante «Un Papa inatteso. Beato Luciani, uno sguardo profetico sull’uomo di oggi».
L’esposizione, nata in occasione del Giubileo della Speranza, giunge a Venezia dopo un percorso iniziato a Belluno e proseguito attraverso le diocesi di Treviso e Vittorio Veneto, ripercorrendo a ritroso le tappe umane e spirituali di un uomo che dalle montagne bellunesi salì fino al Soglio Pontificio.
Un ritratto tra umiltà e profezia
Il titolo della mostra, curata da Milena d’Agostino e Nicola Panciera insieme a Simone Martuscelli, Rita Piutti e Giovanni Bresadola, racchiude l’essenza stessa del pontificato di Giovanni Paolo I. Luciani fu «inatteso» non per mancanza di notorietà, ma per lo stile dirompente con cui si presentò al mondo: dalla scelta inedita del doppio nome alla capacità di «sbriciolare» i concetti teologici più complessi per renderli comprensibili a tutti.

Il Patriarca Francesco sottolinea l’eccezionalità dell’evento, ricordando Luciani come un «instancabile lavoratore della vigna del Signore» che seppe prendere decisioni difficili seguendo come unico criterio il Vangelo, senza mai cedere a compromessi.
Il percorso espositivo: dalla falce al Soglio
L’allestimento, realizzato da Rivela Aps in collaborazione con la Fondazione Papa Luciani di Canale d’Agordo, propone un viaggio multimediale diviso in quattro sezioni tematiche: l’elezione, i luoghi della formazione, l’avventura cristiana e il pontificato.
Tra i 40 pannelli fotografici e i contributi video, spiccano oggetti personali di profondo valore simbolico. Accanto alla veste papale e al saturno (il tipico cappello ecclesiastico), i visitatori potranno osservare un oggetto che racconta le radici contadine del Beato: la falce con cui, da adolescente, Luciani partiva alle due di notte per tagliare l’erba nei prati in quota. Un lavoro faticoso che il giovane Albino accompagnava con la lettura, infilando libri nella gerla per studiare durante le pause.
Il legame con Venezia
Per Luciani, Venezia non fu solo una sede di prestigio, ma un luogo legato alla storia familiare. Come ricordato dai curatori della mostra, fu proprio nelle vetrerie di Murano che i genitori di Albino si incontrarono e si fidanzarono. Il legame con la città si tradusse, durante gli anni del patriarcato, in una costante attenzione alle fragilità sociali. Già nei primi giorni del suo mandato, Luciani visitò le carceri della Giudecca e di Santa Maria Maggiore, oltre agli ospedali cittadini, testimoniando una prossimità che avrebbe poi caratterizzato i suoi 33 giorni da Pontefice.
La mostra resterà aperta al pubblico dal 22 febbraio al 1° marzo. Sarà possibile partecipare a visite accompagnate da volontari formati nei seguenti orari: al mattino dalle 10.30 alle 12.30, al pomeriggio: dalle 15.30 alle 18. Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere a mostrapapaluciani.venezia@
