«Pronto Leone, senti…potresti tornare e fare un giro per una cinquantina di città?»: sul settimanale cattolico francese “Famille chrétienne” viene riportata una curiosa vignetta. Macron è al telefono con il Papa, alle spalle del Presidente due licei in fiamme davanti ai quali alcuni studenti manifestano e scattano immagini con il telefonino… Nel giro di pochissimi giorni la Francia si è trasformata, dopo aver assistito alla pacifica e placida espressione pubblica dei cattolici nell’accogliere il Pontefice, in una sorta di teatro di guerra, quasi un nuovo 1968, con gli studenti alle barricate. Scuole chiuse, studenti arrestati, disordini e malcontento generale.
Neanche in Spagna si ride. Sanchez tenta la scommessa delle elezioni anticipate per raggranellare voti e far tornare in sella la sua maggioranza. Ci riuscirà?
In Germania un alto funzionario governativo, che per lungo tempo ha lavorato nell’intelligence con ruoli apicali, sostanzialmente il capo delle spie, August Hanning, è stato arrestato perché sospettato di spionaggio e tradimento di segreti di Stato a favore di una potenza straniera. Nel frattempo il sistema industriale tedesco sembra riprendersi, ma deve fare i conti con mesi di “magra”… culturalmente resta la sfida di ricomprendere e affrontare l’emergere dell’estrema destra.
Questi esempi ci ricordano quanto sia molto “caldo” questo inizio di autunno europeo (per non dire anche “caro”, visto il costo di carburanti e materie prime).
In questo quadro, reso ancor più fosco dalla situazione internazionale (Medio Oriente, Ucraina, ecc…), torna una grande domanda: quale futuro per questa Europa, sazia e disperata (per usare un’espressione del cardinale Biffi)?
Papa Leone, incontrando lo scorso 28 settembre a Metz alcune istituzioni politiche, culturali e religiose, ricordava che i padri fondatori dell’Unione Europea avevano ben chiare le origini cristiane del Vecchio Continente. Il Papa ha voluto citare alcune parole di Roberto Schuman: «Il cristianesimo ha insegnato l’uguaglianza di natura di tutti gli uomini, figli dello stesso Dio, redenti dallo stesso Cristo, senza distinzione di razza, colore, classe o professione»…
«Ha fatto riconoscere – proseguiva il Papa – la dignità del lavoro e l’obbligo, per tutti, di impegnarvisi. Ha riconosciuto il primato dei valori interiori che, soli, nobilitano l’uomo. La legge universale dell’amore e della carità ha fatto di ogni uomo il nostro prossimo, ed è su di essa che da allora si basano le relazioni sociali nel mondo cristiano». Il Santo Padre ha voluto poi aggiungere questo commento: «Il riferimento al debito della cultura europea verso il cristianesimo permette di comprendere meglio quanto l’apertura al trascendente sia sempre una dimensione costitutiva della persona umana e una fonte viva di civilizzazione»… Che non sia questa la vita per uscire dalla crisi?.
Marco Zane
