Tempo di concorsi – con procedura straordinaria oppure ordinaria – per parecchi insegnanti di religione cattolica nelle scuole o aspiranti tali.
E che l’evento sia stato molto atteso e, in qualche modo, eccezionale lo testimonia il fatto che dal 1984 (anno della revisione del Concordato a cui seguì l’Intesa del 14 dicembre 1985 resa esecutiva in Italia col Dpr n.751/1985) ad oggi sia appena la seconda volta che ciò accade.
Un concorso che mancava da 21 anni. Il primo e unico precedente risale, infatti, al 2004 e fu un concorso molto selettivo. Anche la diocesi di Venezia ed in particolare gli insegnanti che operano in questo territorio ne sono, ovviamente, coinvolti e allora è importante fare il punto della situazione con Mauro Ceolin, da circa due anni direttore dell’Ufficio diocesano per l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole.
Il concorso straordinario si è concluso nei giorni scorsi per il primo settore (infanzia e primaria) e si sta concludendo in questi giorni per il secondo (scuola secondaria); prevedeva solo una prova orale e si propone, di fatto, di contribuire a stabilizzare e a “riconoscere” insegnanti che da molti anni svolgono il loro compito da precari annuali (licenziati ogni volta il 31 agosto e riassunti il primo giorno di settembre).
Si attendono ora solo gli esiti e le graduatorie ufficiali da cui si potrà attingere – anche successivamente e senza limiti temporali – per il passaggio in ruolo e, quindi, finalmente con un contratto a tempo indeterminato.
Per la Diocesi di Venezia – sui posti complessivi disponibili in Veneto – da questa procedura concorsuale usciranno 11 posti nel primo settore e 14 nel secondo.
Se tutto procederà senza intoppi, questi “ingressi” potrebbero avere il nuovo contratto già con l’inizio del prossimo mese di settembre. A tale concorso hanno partecipato 80 docenti “veneziani” (condizione necessaria era avere almeno 36 mesi di servizio).
Il concorso ordinario inizierà a metà luglio. Il concorso ordinario, invece, comincia a metà luglio e richiederà il superamento sia della prova scritta che di quella orale; si preannuncia, quindi, particolarmente selettivo. Qui la graduatoria che ne uscirà durerà solo due anni e poi si azzererà. I posti disponibili sono meno perché la normativa prevede che l’organico sia formato per il 70% da docenti in ruolo (pescati per il 70% dalla procedura di concorso straordinaria e per il 30% da quella ordinaria) e per il restante 30% da docenti con incarico annuale; non c’è ancora una cifra ufficiale dei posti che verranno assegnati alla diocesi di Venezia ma si ipotizza che per questa via potrebbe entrare in ruolo un’altra decina di insegnanti di religione. Qui non c’erano specifiche condizioni di partecipazione, bastava avere il titolo di studi e l’idoneità rilasciata dall’Ordinario diocesano (19 insegnanti che già lavorano nelle scuole della diocesi hanno chiesto la certificazione necessaria per il concorso). La procedura ordinaria potrebbe chiudersi entro la fine dell’anno.
Chi passa il concorso avrà più stabilità. Più che di nuovi inserimenti, dunque, si tratta di un’opportunità quasi unica di stabilizzazione per un discreto numero di insegnanti. «Tutti di fatto stanno già lavorando – spiega Ceolin – e sono all’interno del gruppo di circa 140 docenti che abbiamo, supplenti compresi. Chi passa il concorso avrà più stabilità, con un contratto a tempo indeterminato e con diritti e doveri uguali agli altri insegnanti, e soprattutto la possibilità – con la ricostruzione della carriera – di ottenere più agilmente il relativo riconoscimento economico».
I concorsi, però, non risolvono tutti i problemi di un organico tuttora risicato: «I numeri attualmente disponibili non sono sufficienti e, considerando le supplenze che vanno a sopperire ad assenze temporanee, tutti i nostri insegnanti sono occupati. Riusciamo a coprire il fabbisogno ma, di fronte alle emergenze, talvolta ci troviamo in difficoltà nel reperire sostituti…”.
Alessandro Polet
