Una nuova libreria torna ad aprire nel cuore di Venezia, ai piedi del ponte dell’Accademia e a due passi dalle Gallerie, e lo fa anche con un’attenzione speciale ai più piccoli.
La nuova Giunti al Punto di Dorsoduro inaugura con una madrina d’eccezione: Maria Gianola, illustratrice e autrice veneziana tra le più apprezzate nel panorama dell’editoria per l’infanzia. In un momento in cui la città soffre per la progressiva scomparsa di negozi rivolti ai residenti, l’apertura di una libreria assume il valore di un segnale culturale e sociale importante.

Gianola, che venerdì 28 alle 17 presenterà “Tutti (ma proprio tutti) i bambini e le bambine del mondo” e “20 grammi di gentilezza”, racconta quanto la lettura resti un presidio vivo per i bambini e come l’editoria dell’infanzia sia oggi uno dei settori più vitali del mercato. Illustratrice sensibile ai temi dell’emozione e della cura, Gianola è anche autrice dei disegni che accompagnano alcune canzoni dello Zecchino d’Oro, esperienza che prosegue anche quest’anno, e annuncia inoltre un nuovo progetto di volumi in uscita con Giunti.
Che cosa rappresenta per lei l’apertura di una nuova libreria a Venezia, e per di più nel cuore della città?
Per noi che abitiamo a Venezia è una gioia, perché sempre più negozi sono rivolti ai turisti, mentre gli spazi dedicati ai cittadini stanno scomparendo. Una libreria è un luogo prezioso, e sono molto felice che Giunti apra in centro, vicino alle scuole: potrebbe essere uno stimolo per i ragazzi a entrare e leggere.
Si dice spesso che i bambini leggano meno e siano più attratti dai dispositivi digitali. Lei che visione ha, da autrice e illustratrice?
Nell’editoria per adulti c’è stata una flessione, ma l’editoria per bambini sta andando molto bene. È un pensiero condiviso: i libri per l’infanzia non hanno subito il calo registrato altrove. I bambini si avvicinano ancora molto agli albi illustrati, se trovano storie autentiche, emozione, cura nelle parole e nelle immagini.
Il libro “Tutti (ma proprio tutti) i bambini e le bambine del mondo” parte dai diritti naturali del bambino. Perché ritiene importante ricordarli oggi?
Il libro è dedicato ai diritti naturali del bambino: il diritto ad annoiarsi, a stupirsi, a sentire gli odori, a buttarsi nel fango, a essere ascoltato. Sono diritti spesso dimenticati o ritenuti poco importanti, purtroppo, soprattutto nella società di oggi che tende ad andare di fretta.
In “20 grammi di gentilezza” racconta che basta un gesto minimo per cambiare le cose. I bambini colgono davvero questo significato?
Sì, perché i concetti importanti vanno espressi con parole che i bambini riconoscono. Non metto mai parole a caso: loro capiscono attraverso la storia e le illustrazioni che la gentilezza è fatta di dettagli, e che 20 grammi possono persino cambiare il mondo. 20 grammi è il peso di un fiore.
Tra i suoi libri, lei ha detto di avere due titoli particolarmente cari: “Il tesoro” e “A volte le parole”. Perché sono così importanti?
“Il tesoro” è una storia che parla della vera ricchezza, che non è il possesso ma la libertà dal possesso: un cinghialetto custodisce gelosamente un mucchio di ghiande, finché capisce che quello che credeva un tesoro lo teneva prigioniero. “A volte le parole” racconta invece il potere del linguaggio: le parole possono essere sassi, muri, frecce appuntite, ma anche porte, ponti, carezza e medicina. Possono distruggere e ferire, oppure guarire e infondere fiducia. È un albo poetico che invita a maneggiarle con cura, perché basta una parola per salvare una persona.
Nasce prima l’illustrazione o il testo, nel suo processo creativo?
È come chiedere se nasce prima l’uovo o la gallina. Quando penso a un libro nascono insieme: il concept, l’idea, ciò che voglio dire. A volte disegno la copertina prima di scrivere, perché so già quali saranno i protagonisti e cosa vorranno fare.
Giuseppe Antonio Valletta
