(Ri)tratti del discepolo: icone evangeliche raccontate dall’arte veneziana e commentate da più voci in dialogo per riflettere, attraverso la chiave di accesso dell’arte, sul valore del discepolato oggi: è il filo conduttore dell’iniziativa promossa da più realtà del Patriarcato di Venezia, che si svilupperà da febbraio a novembre 2026 con appuntamenti periodici presso la chiesa veneziana di San Salvador.
In vista delle celebrazioni della translatio delle reliquie di San Marco in città (828-2028), è scritto nella locandina che presenta l’intero programma dell’iniziativa, la Chiesa di Venezia è invitata a un triennio di riflessione sulle diverse dimensioni che connotano la figura dell’Evangelista. Marco fu innanzitutto discepolo; visse il suo rapporto di discepolato con l’apostolo Pietro il quale, tuttavia, non fu altro che strumento o eco dell’unico Maestro, che è Gesù Cristo. L’esperienza di Marco è dunque paradigmatica di quella di ogni cristiano, chiamato a «vivere una relazione personale con Cristo, per scoprire la gioia del Vangelo» (Papa Leone XIV).
In un’epoca di grande frammentarietà e profondo smarrimento come quella attuale, la ricerca di veri maestri e il discepolato inteso quale figliolanza simbolica sono questioni più cogenti che mai. Il ciclo di incontri ripercorre le diverse fasi dell’esperienza del discepolato, attraverso una serie di “icone“ evangeliche raccontate dall’arte veneziana e le riflessioni di teologi, biblisti, pedagogisti, formatori.
Si comincia martedì 24 febbraio, alle ore 19.30, con il tema “ricerca” e con un approfondimento sui Magi nell’arte veneziana. In programma una meditazione del biblista don Alfio Giuseppe Catalano O.S.B., accompagnata da riflessioni sull’Adorazione dei Magi nell’arte veneziana a cura di Alberto Peratoner ed Ester Brunet.
