Esistono figure che il tempo ha inghiottito ingiustamente, lasciandole all’ombra dei giganti. Una di queste è certamente Diogenio Bigaglia (1678–1745), monaco benedettino muranese che, nella Venezia del Settecento, godeva di una stima pari a quella di Albinoni o dei fratelli Marcello. Per restituire voce a questo maestro dimenticato, il Museo di Palazzo Grimani ospiterà un evento straordinario il prossimo giovedì 2 aprile alle ore 16.30.
Bigaglia trascorse gran parte della sua esistenza nel monastero di San Giorgio Maggiore. Nonostante la vita appartata da monaco, la sua erudizione musicale era leggendaria: i colleghi dell’epoca cercavano i suoi consigli e la sua produzione fu vastissima, spaziando dalle Messe agli Oratori, fino alla musica strumentale. Eppure, la storia è stata severa con lui: gran parte dei suoi manoscritti è andata perduta, contribuendo a un oblio che oggi la ricerca e l’esecuzione filologica cercano di colmare.
Il concerto: “Tesori nascosti di un benedettino veneziano”
L’appuntamento a Palazzo Grimani, intitolato Diogenio Bigaglia, la laguna e il sacro, promette di essere un vero viaggio di riscoperta. Curato dall’Ensemble Claudio Monteverdi – Venezia in collaborazione con la SMAV (Scuola di Musica Antica Venezia), il concerto vedrà l’esecuzione di preziosi inediti, come il Christus e il Miserere, accanto al Pange lingua e a raffinate sonate per flauto e violoncello.
Per sottolineare la caratura internazionale di Bigaglia, il programma lo accosta a due pesi massimi del barocco europeo: Johann Sebastian Bach e Jan Dismas Zelenka. Sentire la musica del benedettino veneziano dialogare con la Cantata BWV 4 di Bach non è solo un omaggio formale, ma la dimostrazione di come Bigaglia appartenesse a pieno titolo a quell’élite intellettuale che definì i canoni estetici del suo tempo.
A dare corpo a queste partiture sarà un quartetto di specialisti composto da: Serena Mancuso (violoncello), Claudio Micconi (clavicembalo), Marco Rosa Salva (flauto) e Massimo Piani (direttore).
L’ingresso all’evento è incluso nel biglietto del Museo, ma la prenotazione è obbligatoria (041 2411507).
