Dal 6 marzo al 29 settembre, le sale dell’Appartamento del Doge a Palazzo Ducale ospiteranno un evento espositivo di rilievo internazionale: “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”. Presentata mercoledì 14 a Roma presso il Ministero della Cultura, la mostra non si limita a un’esposizione di reperti, ma propone un’indagine scientifica inedita sul ruolo fondativo dell’acqua nell’orizzonte del sacro tra il I millennio a.C. e l’epoca romana.
L’obiettivo centrale del progetto, curato da Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, è far dialogare due delle più importanti civiltà dell’Italia preromana attraverso l’elemento che le accomuna e le divide: l’acqua. Mare, fiumi e sorgenti termali vengono analizzati non solo come risorse naturali, ma come spazi di guarigione, mete di scambio culturale e luoghi di identità collettiva.
Il percorso espositivo è ricco di reperti, molti dei quali inediti o provenienti da scavi recentissimi.
- Il mondo Etrusco: L’apertura è affidata alla Testa di Leucothea da Pyrgi, divinità legata alla protezione dei naviganti. Inoltre ci saranno i bronzi di San Casciano dei Bagni, esposti per la prima volta al pubblico, che documentano una frequentazione termale e religiosa millenaria. Spiccano inoltre le celebri lamine d’oro di Pyrgi e il deposito votivo della Banditella di Vulci.
- Il mondo Veneto: L’attenzione si sposta poi sull’area nord-adriatica. Tra i pezzi forti il disco bronzeo di Montebelluna, raffigurante la “dea clavigera”, e i reperti del santuario di Lagole di Calalzo, dove i simpula (attingitoi) iscritti testimoniano riti legati alle acque terapeutiche.
- L’aspetto sociale: La sezione dedicata ad Este (Pora Reitia) mette in luce come i santuari fossero anche luoghi di apprendimento, con l’esposizione di tavolette scrittorie e strumenti per la filatura e tessitura.
La mostra è il frutto di una collaborazione tra la Fondazione Musei Civici di Venezia e la Fondazione Luigi Rovati di Milano, che ospiterà una seconda tappa dell’esposizione nell’autunno 2026. A chiudere il percorso storico è un’installazione contemporanea curata dalla Fondazione Bonotto: “We are bodies of water”, un grande arazzo in plastica riciclata che integra elementi digitali e sonori per riflettere sull’attuale ambiente lagunare.
Il biglietto per la sola mostra costerà 13 euro (ridotto 9 euro). L’ingresso è incluso nel biglietto “I Musei di Piazza San Marco”, che consente l’accesso anche a Museo Correr, Archeologico Nazionale e Sale Monumentali della Marciana. Per le scuole ingresso a 5 euro a studente (previa lista su carta intestata). Le riduzioni principali sono per: Ragazzi (6-16 anni), studenti (17-25 anni), Over 65, personale MiC, soci ICOM, titolari Rolling Venice e Carta Giovani.
