È cominciata la ottantaduesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Ad inaugurarla il film di Paolo Sorrentino “La Grazia”.
Un film che piace subito perché accattivante e a tratti anche divertente, il che non è poco di questi tempi.
La storia questa volta è ambientata al palazzo del Quirinale ed il protagonista è un Presidente della Repubblica, certamente inventato, ma che in filigrana ricorda qualcuno.
Mariano De Santis, questo il nome, vive con la figlia che lo aiuta nell’oneroso compito. In una battuta del film si dirà che prima i genitori aiutano i figli quando sono piccoli, ma una volta diventati grandi i figli aiutano i genitori. Probabilmente a capirsi meglio.
La popolazione lo considera un ottimo presidente e per la sua integrità e gli ha affibbiato il sopranome di “cemento armato”.
Il semestre bianco che sta vivendo è comunque denso di decisioni da prendere. In particolare se concedere la grazia a due detenuti per omicidio e se firmare il disegno di legge sull’eutanasia.
Di sicuro è un combattimento per un uomo che si sente profondamente cristiano.
La sua vita inoltre è segnata da un peccato di gioventù della moglie morta prematuramente che lo assilla in maniera costante.
I dialoghi curati dallo stesso regista sono molto intensi e profondi e invitano ad affrontare i temi del fine vita con serietà senza dare nulla per scontato.
Il film potrebbe intitolarsi anche il dubbio. Questa condizione, infatti, fa parte della vita di chi deve operare delle scelte che possono cambiare quella di altre persone, tante o poche che siano, e contemporaneamente spaventa perché la decisione potrebbe essere quella sbagliata.
La tentazione è sempre quella di rimandare la decisione sperando forse che la soluzione arrivi da sola. Ma si sa che non è così. E la solitudine pesa.
L’interpretazione di Toni Servillo è sicuramente da premiare per la sua capacità di esprimere, anche solo con una smorfia, ciò che con molte parole, forse, non si riuscirebbe. Simpatica anche Milvia Marigliano nel ruolo di un’amica di vecchia data del presidente.
Sicuramente da vedere.
Fabrizio Fiori
“La Grazia” alla Mostra del Cinema: così si sposano il dubbio e l’onestà
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