“Solo i mostri giocano a fare Dio”. È una delle frasi che sentiamo nel film. Ed ancora: I lupi non odiano le pecore e gli uomini non odiano i lupi eppure la loro natura fa si che si combattano.
Il lungometraggio di Guillermo del Toro (ricordiamo “La Forma dell’acqua” e il cartone animato “Pinocchio”) rimettendo in scena un classico della letteratura e della cinematografia ci fa pensare a chi siano davvero i mostri: quelli che vengono creati o quelli che li creano; quelli che combattono una guerra o quelli che la ordinano?
Il regista dichiara che: “Questo film conclude una ricerca che per me è iniziata a sette anni, quando ho visto per la prima volta il film di Frankenstein di James Whale. In quel momento ho sentito un sussulto di consapevolezza” …. “Il capolavoro di Mary Shelley è pieno di domande che mi bruciano dentro l’anima: domande esistenziali, tenere, selvagge, senza scampo”.
La pellicola ben costruita – proiettata nei giorni scorsi alla Mostra del Cinema – non presenta periodi di bassa tensione: i dialoghi, le scene, gli effetti speciali ci danno la sensazione che siamo sì in un mondo costruito ad arte, ma anche la consapevolezza che le domande che si pongono i protagonisti sono in effetti le domande che ci facciamo anche noi nella vita reale.
L’uomo non capisce il perché della sua fine e vorrebbe non doverla mai affrontare. La scienza vorrebbe riuscire a trovare “l’elisir di lunga vita” e la fantascienza ci fa pensare che l’essenza dell’uomo risieda nella memoria, per cui se riuscissimo ad estrarla e a conservarla potremo vivere per sempre. Frankenstein, il nuovo Prometeo, che diede all’uomo il fuoco, ci fa vedere che quando l’uomo non riesce ad accettare la sua debolezza e finitudine creerà solo mostri.
Direi in contrapposizione a Salomone che chiese la Sapienza ed ottenutala visse una vita felice. Victor “il creatore” pensa di fare un atto di amore rianimando la “creatura” che non muore più, ma produrrà solo solitudine e dolore. Alla fine del film chiederà perdono al mostro che glielo concederà. Purtroppo il risultato di sofferenza non cambierà.
È sicuramente da vedere.
