La raccolta di plasma in Veneto registra una battuta d’arresto, segnando un calo dell’1,8% nel corso del 2025. A fronte di una sostanziale stabilità nella raccolta di sangue intero, la flessione del plasma rappresenta un’inversione di tendenza rispetto agli obiettivi di crescita necessari per garantire l’autosufficienza. In termini assoluti, la produzione regionale è passata dai 94.317 kg del 2024 ai 92.629 kg del 2025, un dato preoccupante se si considera che l’Italia non è ancora autosufficiente per il fabbisogno di medicinali derivati, coprendo attualmente solo il 60% delle immunoglobuline e il 76% dell’albumina necessari ai pazienti. Il dato è emerso durante l’ultima assemblea regionale di Avis Veneto, svoltasi il 18 aprile presso l’Istituto Canossiane di Feltre (BL), dove i vertici dell’associazione si sono riuniti con 250 delegati per fare il punto sul sistema trasfusionale.
Le cause di questa contrazione sono legate sia a fattori organizzativi che tecnologici. L’introduzione del nuovo sistema informatico regionale di prenotazione sta infatti creando forti difficoltà nelle province dove è già operativo: nell’ultimo anno e mezzo le donazioni di sangue sono calate a Rovigo (-6,22%), Venezia (-4,31%), Vicenza (-3,62%) e Verona (-4,04%). Entro la fine dell’anno il portale verrà esteso anche a Treviso, Padova e Belluno, nonostante le segnalazioni su rigidità del software, perdita di dati sensibili e complicazioni tecniche nella gestione della chiamata del donatore.
Per invertire questa tendenza, il sistema trasfusionale necessita di uno sforzo strutturale che vada oltre la semplice disponibilità dei volontari. Tra le soluzioni individuate figurano l’ampliamento degli orari e delle giornate di raccolta, un adeguamento della logistica con la centralizzazione delle unità e l’acquisto di nuovi macchinari per la plasmaferesi. Sul fronte dell’innovazione, si sta valutando anche un progetto di raccolta itinerante tramite unità mobili e un aggiornamento tecnico del portale web per ristabilire la corretta gestione dei flussi e favorire il necessario ricambio generazionale tra i donatori.
