Ho letto che nel 2026 la prima casa sarà esclusa dal calcolo dell’Isee. È vero?
Come ogni anno, in questo periodo, si rincorrono voci e anticipazioni sui contenuti della prossima Legge di Bilancio. Anticipazioni che, quest’anno, attirano ancor più l’attenzione. Sotto i riflettori è finito infatti l’Isee, lo strumento da cui dipende l’accesso a prestazioni sociali agevolate, bonus, sussidi, tariffe ridotte per servizi pubblici, ecc. Le modifiche in esame vanno nella direzione di abbassare il valore dell’indicatore, in particolare per alcune tipologie di famiglie, facilitando quindi l’accesso ai sussidi ad esso collegati.
Una delle novità più rilevanti dovrebbe essere l’esclusione del valore dell’abitazione principale (o in perlomeno la sua riduzione) dal computo del patrimonio immobiliare ai fini Isee. La franchigia, ovvero il valore massimo dell’immobile sotto il quale non viene considerato, passerà da circa 52.500 euro a 91.500 euro. A tale soglia saranno aggiunti 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo.
Un’altra modifica potrebbe riguardare la cosiddetta “scala di equivalenza” usata per ridurre l’Isee in funzione del numero di componenti del nucleo. In questo modo, a parità di reddito e patrimonio, una famiglia numerosa avrà un Isee più basso rispetto a prima, migliorando la sua capacità di accedere alle agevolazioni.
Se questo è l’orientamento del Governo, bisogna comunque porre attenzione sull’effettiva entrata in vigore di tali misure. Innanzitutto occorrerà attendere l’approvazione della Legge di Bilancio da parte del Parlamento esattamente con questi contenuti. Dopodiché servirà un apposito adeguamento sia del regolamento Isee, sia delle procedure dell’Inps per il calcolo dell’indicatore. Tutti passaggi la cui celerità è tutt’altro che scontata.
Il consiglio è di seguire gli sviluppi della situazione su canali informativi affidabili, come il nostro sito www.aclivenezia.it.
a cura di Cristian Rosteghin, Caf Acli Venezia
informazione redazionale a cura di Caf Acli Venezia
