Pensano che nel Comune di Venezia si viva discretamente ma che negli ultimi anni la qualità della vita sia peggiorata. E due su tre hanno già deciso che, terminati gli studi, andranno all’estero per lavorare e per viverci.
Non è un quadro roseo quello che esce dal sondaggio realizzato dalla Fondazione Leone Moressa insieme alla Pastorale sociale e del lavoro e alla rete di una quindicina di soggetti del territorio che con la Pastorale diocesana lavorano. Gli esiti della ricerca sono stati presentati giovedì 20 novembre al Centro Candiani, in occasione della consegna del Premio Laudato si’.

Gli intervistati sono più di duecento giovani del territorio: tra loro il 55% risiede nel Comune, mentre i rimanenti abitano nei Comuni limitrofi. Sei su dieci fra loro hanno tra i 14 e i 18 anni, quattro su dieci hanno tra i 19 e i 30 anni.
Il 46% di chi ha partecipato al sondaggio dà un giudizio negativo sul trend della qualità del vivere nel territorio comunale: negli ultimi anni, dopo il Covid – dicono – il livello è calato. Solo il 7% dice che c’è stato un miglioramento. E il peggioramento più sensibile, secondo molti, riguarda la sicurezza: il 45% si sente poco sicuro nel muoversi in città. Il mercato della droga e il basso presidio di forze dell’ordine sono alla base della crescente insicurezza.
I giovani si danno un 8 (su 10 punti) se pensano alla propria sensibilità per l’ambiente, ma più di uno su due dà un giudizio negativo sulla cura dell’ambiente nel Comune. Suggeriscono di investire risorse per migliorare i comportamenti individuali (per esempio nella raccolta dei rifiuti), di aumentare le zone verdi e di incrementare il trasporto pubblico.
Un 15% di loro si sente escluso dalla vita cittadina, un 7% attivamente partecipe e un 30% del tutto indifferente a ciò che accade. Chiedono di migliorare non solo la sicurezza ma anche l’accesso alla casa per i giovani. E, pensando al proprio futuro, si vedono lontani dalla laguna: tre su dieci ritengono che nei Paesi esteri sia più facile trovare lavoro:altrettanti sono convinti che fuori dall’Italia ci sia più alta qualità della vita. Insomma: c’è del lavoro da fare per migliorare la città e convincere i più giovani.
Giorgio Malavasi
